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Boris Johnson, prima rifiuta l’isolamento dopo essere entrato in contatto con un positivo e poi ci ripensa: 10 giorni di quarantena

La decisione di Johnson aveva subito suscitato forti critiche e polemiche: "A molti sembrerà che c'è una regola esclusiva per Boris Johnson ed un'altra per tutti noi", ha dichiarato Jonathan Ashworth, esponente del Labour, facendo riferimento a tutti i cittadini britannici

Prima rifiuta l’isolamento, poi ci ripensa. Il primo ministro britannico Boris Johnson fa marcia indietro e annuncia che farà regolarmente la quarantena, dopo essere entrato in contatto con il ministro della Salute Sajid Javid, risultato positivo al Covid. A spingere il premier a cambiare idea sono state le polemiche sollevate dall’annuncio della sua adesione al ‘programma pilota’ del Servizio sanitario che invece dell’isolamento prevede test quotidiani, come aveva annunciato in un primo momento. Così anche il cancelliere dello scacchiere Rishi Sunak, che inizialmente aveva anch’egli aderito al programma.

Il neo ministro della Salute Sajid Javid è risultato positivo al coronavirus nella giornata di sabato 17 luglio e subito si era ipotizzato che una serie di suoi colleghi di governo e funzionari si sarebbero auto-isolati per 10 giorni, come al momento prevedono le regole in vigore nel Paese. Ma Johnson e Sunak erano stati contattati dal servizio tracciamento del Sistema sanitario nazionale britannico per includerli in un programma pilota che prevede, in alternativa all’isolamento, test quotidiani. “Vi parteciperanno per poter continuare a lavorare”, aveva spiegato un portavoce di Downing Street. Al momento sono circa 20 gli enti e le aziende coinvolte nel ‘programma alternativo’, tra questi c’è appunto Downing Street oltre che Network Rail (le ferrovie), Transport for London (il sistema di trasporto pubblico londinese), Heathrow Airport e Border Force, riferisce Sky News

La decisione di Johnson aveva subito suscitato forti critiche e polemiche: “A molti sembrerà che c’è una regola esclusiva per Boris Johnson ed un’altra per tutti noi”, ha dichiarato Jonathan Ashworth, esponente del Labour, facendo riferimento a tutti i cittadini britannici che in queste e nelle prossime settimane si troveranno nella situazione scomoda di doversi isolare, magari per aver ricevuto una notifica sulla app dei contati a rischio. “Ci saranno lavoratori in tutto il Paese che dovranno isolarsi perché hanno ricevuto la notifica, anche per contatti sui mezzi pubblici o nelle strutture sanitarie”, ha aggiunge. “Dobbiamo mantenere la fiducia nell’isolamento” conclude affermando che il comportamento del premier non aiuta in questa direzione perché fa apparire che vi sia “un trattamento da vip in cui non ti devi isolare” a differenza degli altri.