Cronaca

Variante indiana, due focolai a Brindisi e 8 casi in attesa di conferma. In Puglia 25 contagiati

Il primo focolaio è composto da 10 positivi: in tre sono finiti in terapia intensiva. L'altro cluster riguarda invece un uomo di 62 anni e suo genero: come ricostruisce l'edizione barese di Repubblica, altri 8 parenti sono risultati positivi al virus e i loro tamponi sono stati sequenziati. Nessuno dei positivi era vaccinato, tranne un caso ma solo con prima dose. Stando alla survey dell'Iss, la prevalenza dei ceppi indiani in Puglia era all'1,1%

Due distinti focolai e nessun link con viaggi all’estero. Negli ultimi 15 giorni sono due i cluster di variante indiana rintracciati a Brindisi, con 12 persone certamente infettate dalla mutazione di Sars-Cov-2 e altri 8 casi in attesa di conferma. Il primo focolaio è composto da 10 contagiati, nove di Birndisi e una di San Vito dei Normanni. In tre sono finiti in terapia intensiva. L’altro cluster riguarda invece un uomo di 62 anni – deceduto – e suo genero, un cinquantenne ricoverato in rianimazione. Come ricostruisce l’edizione barese di Repubblica, altri 8 parenti sono risultati positivi al virus e i loro tamponi sono stati sequenziati per scoprire se la loro infezione è dovuta allo stesso ceppo. Nessuno dei positivi era vaccinato, tranne un caso ma solo con prima dose.

Da lunedì a domenica, stando al portale CovidTrends, la provincia di Brindisi ha registrato 174 contagi totali di infezione, con una regressione rispetto alla settimana 31 maggio-6 giugno del 4%, un decremento percentuale decisamente inferiore rispetto alle altre zone che oscillano tutte tra il 13 e 45 per cento. Nelle scorse settimane in Puglia sono stati riscontrati almeno un’altra decina di casi di variante indiana, alcuni in provincia di Lecce e altri nel Nord barese. In totale sono 25 le persone certamente colpite dalla mutazione che sta preoccupando il Regno Unito tra maggiore trasmissibilità e sospetta capacità di ‘bucare’ alcuni vaccini, almeno se è stata somministrata una sola dose. Stando all’ultima survey svolta dall’Istituto superiore di Sanità – datata 28 maggio su casi notificati fino al 13 dello scorso mese – la prevalenza dei ceppi indiani del virus in Puglia era all’1,1 per cento, leggermente sopra la media nazionale dell’1 per cento.

Negli scorsi giorni, il direttore dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, Antonio Parisi, aveva spiegato a LaPresse che “sembra che ci sia una tendenza al rialzo dei casi di variante indiana, tale da far pensare a un superamento di quella inglese che in Puglia è stata riscontrata lo scorso Natale”. Va considerato, aveva aggiunto, che “se è vero che la variante indiana è molto contagiosa, è altrettanto vero che la popolazione è più resistente grazie alla campagna vaccinale in atto. In altre parole, il vaccino è in grado di offrire copertura rispetto al contagio, soprattutto dopo la somministrazione della seconda dose”, conclude. Negli scorsi giorni l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, ha incontrato proprio Parisi e la responsabile del laboratorio di Epidemiologia molecolare del Policlinico di Bari, Maria Chironna, per definire un potenziamento del sequenziamento dei tamponi cercando di intercettare con maggiore precisione la diffusione delle varianti.