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“Il governo di Malta copre i politici coinvolti nell’omicidio Caruana Galizia”: la lettera degli esecutori dell’omicidio all’Unione Europea

Il governo di Malta starebbe coprendo i politici coinvolti nell'agguato che uccise la giornalista Daphne Caruana Galizia. A sostenere questa tesi sono gli esecutori dell'omicidio, in carcere dal dicembre 2019, nella lettera inviata dal loro legale al Commissario europea per la Giustizia

Per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, il governo di Malta “sta coprendo” i politici coinvolti nell’agguato. A sostenere questa tesi sono i fratelli George e Alfred Degiorgio, esecutori dell’omicidio, in carcere dal dicembre 2019. Nella lettera inviata dal loro legale al Commissario europea per la Giustizia, Didier Reynders e pubblicata oggi dai media maltesi, i fratelli chiedono Degiorgio chiedono all’Unione europea di intervenire contro il governo maltese. In particolare, nel testo – datato 24 maggio – l’avvocato ricorda che i suoi assistiti avevano presentato una richiesta di grazia in cambio delle prove che inchioderebbero l’ex ministro dell’economia, Chris Cardona, come mandante dell’omicidio Caruana Galizia.

Ma non è tutto. Secondo i fratelli Degiorgio, il governo maltese starebbe proteggendo anche altri politici coinvolti in un tentativo di rapina a mano armata alla sede centrale della banca Hsbc di Malta nel 2010, come l’attuale ministro degli affari esteri Carmelo Abela, all’epoca manager proprio dell’istituto di credito. Come sottolinea l’avvocato rivolgendosi alle istituzioni europee, la richiesta di grazia sarebbe stata respinta dal governo maltese proprio a causa di un “grave conflitto di interessi” dovuto al fatto che i fratelli Degiorgio potrebbero offrire “informazioni del coinvolgimento dello Stato nell’assassinio di Daphne Caruana Galizia e di quello di alcuni ministri del governo (precedente e attuale) in altri gravi reati”.

Secondo le parole del legale, dunque, lo Stato maltese “non potrà mai correttamente valutare alcuna richiesta presentata da loro”. I fratelli sarebbero “genuinamente preoccupati dell’esistenza di interessi volti a coprire Cardona e Abela” e per questo pronti a condividere le prove di cui dispongono direttamente con il Commissario europeo Reynders, oltre che con “esponenti dell’Europol, con il primo ministro maltese e con la stampa“.