Cronaca

Gimbe: “Possibile fare stabilmente 500mila vaccini al giorno, finora accaduto solo 2 volte. Attenzione alla ripresa dei casi in età scolare”

L'ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe tratteggia un quarto in netto miglioramento nel quale non bisogna trascurare le spie di una potenziale nuova spinta di Sars-CoV-2 con le riaperture decise dal governo e avvisa: "In un'Italia quasi tutta gialla i comportamenti individuali rimangono l'arma fondamentale per arginare la risalita dei contagi"

Riduzione di casi e decessi, pressione minore sugli ospedali ma “si intravedono precoci segnali” di un “aumento della circolazione” del virus, in particolar modo in età scolare. Circostanze che rendono “necessario stabilizzare l’obiettivo di 500mila dosi al giorno” di vaccino, finora raggiunto “solo con l’exploit del 29 e 30 aprile”. Anche se il “progressivo incremento delle consegne” insieme alle scorte disponibili “renderebbero finalmente possibile mantenere costante” il target.

L’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe tratteggia un quarto in netto miglioramento nel quale non bisogna trascurare le spie di una potenziale nuova spinta di Sars-CoV-2 con le riaperture decise dal governo e avvisa: “In un’Italia quasi tutta gialla i comportamenti individuali rimangono l’arma fondamentale per arginare la risalita dei contagi”. Il report rileva nella settimana 28 aprile-4 maggio, rispetto alla precedente, una “diminuzione di nuovi casi (78.309 vs 90.449) e decessi (1.826 vs 2.279)”.

In calo anche i casi attualmente positivi diventati 413.889 da 448.149 di 7 giorni prima: numeri che riguardano tutte le tipologie di Covid positivi, da coloro che sono in isolamento domiciliare (-7,5%) ai ricoverati con sintomi (-10,5) fino ai pazienti assistiti nelle terapie intensive (-11,8). “Continua la lenta discesa dei nuovi casi settimanali – afferma il presidente Nino Cartabellotta – anche se s’intravedono precoci segnali di aumento della circolazione del virus”. Non solo il lieve incremento dell’Rt calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità, ma anche, sempre come rilevato dall’ultimo bollettino dell’Iss, una risalita di nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni dalla prima metà di aprile. Una “verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza”, sottolinea la Fondazione.

“Nella fase discendente della terza ondata – dice ancora Cartabellotta – emerge un incremento dei casi in età scolare, senza dubbio influenzato anche dalle attività di screening e tracciamento dei contatti. Se l’aumento dei nuovi casi nella popolazione scolastica era atteso, la scelta politica di riprendere le attività in presenza non è stata accompagnata da nuove linee guida per contenere la maggiore contagiosità della variante inglese”. In ogni caso, in un’Italia quasi tutta gialla e con coperture vaccinali “insufficienti” per arginare la circolazione del virus, ad avviso del presidente di Gimbe, è “fondamentale rimarcare l’importanza dei comportamenti individuali” insieme alla “corsa al vaccino non appena arriva il proprio turno”.