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Laura Laviano, l’assessora leghista attacca Fedez: “Se dovessi vedere mio figlio con lo smalto lo caccerei di casa”. Lui replica così

Così ha scritto su Facebook Laura Laviano, assessore dello Sviluppo economico del comune di Macerata, commentando un post che rilanciava un articolo sulla linea di smalti di Fedez

“Se dovessi vedere mio figlio con lo smalto, a parte che penserei subito ad un cambio di persona, ma subito dopo lo spedirei fuori casa. Anni fa il cerchietto, ora lo smalto, ma sti uomini le palle le hanno perse?“, ha scritto su Facebook Laura Laviano, assessore dello Sviluppo economico del comune di Macerata, commentando un post che rilanciava un articolo sulla linea di smalti di Fedez.

Parole discriminatorie e che rafforzano lo stereotipo di genere, uno scivolone che ha suscitato a stretto giro la reazione del cantante: “Mi dispiace per il figlio. È incredibile come un semplice smalto riesca a stanare gente come questa, che poi non capisco cosa gli mandi in tilt di un ca**o di smalto. È un ca**o di smalto, poi guarda, è bellissimo, è fantastico”, ha detto su Instagram mostrando il dito medio.

In un’altra storia su Instagram l’influencer ha invitato i suoi follower a indovinare a quale partito fosse iscritta l’assessore Laviano: “Facciamo un gioco, indovina il partito“. Il riferimento è alla Lega di Matteo Salvini: “Bravi, avete vinto un poste di Pillon che fa il culturista”, ha ironizzato il rapper. Il riferimento al senatore del Carroccio arriva dopo le polemiche dei giorni scorsi, Fedez si è espresso con forza a favore, anche con una raccolta firme, del ddl Zan, la cui discussione è ferma da mesi per volontà del Presidente della Commissione Ostellari.

L’idea di maschilismo tossico e della binarietà dei giochi (da maschio e da femmina) ha portato a una nuova polemica nei giorni scorsi, Fedez aveva espresso tutto il suo stupire per alcune frasi apparse sul quotidiano La Nazione: “Oggi, ci sono coppie, celebri grazie ai social e quindi obbligate a rendere spettacolare ogni attimo della propria vita, che quasi inducono l’omosessualità del figlio neonato, offrendogli bambole”.