Diritti

25 aprile, i principi della Costituzione spiegati ai bambini (in 12 lingue) con giochi e attività. “Un libro anche per chi non è ancora italiano”

Il "Libro della Costituzione", edito da Sonda, è una guida per ragazzi in cui il testo della carta viene spiegato da Valerio Onida, raccontato in poesia da Roberto Piumini e illustrato da Emanuele Luzzati per creare uno strumento accessibile a tutti. Nel volume anche la testimonianza di Elizabeth Arquinigo Pardo e una nuova sezione dedicata alla didattica, a cura di Eliana Cocca. "La scelta di tradurre gli articoli fondamentali", spiega Cocca al Fatto.it, "è dovuta al desiderio che la Costituzione diventi un patrimonio per tutti"

Democrazia, lavoro, diritti umani, uguaglianza. Sono solo alcuni dei principi che vengono spiegati nel ‘Libro della Costituzione’ (Edizioni Sonda), una guida per bambini e ragazzi dove il testo della Costituzione italiana viene semplificato, illustrato, tradotto in 12 lingue per creare uno strumento più accessibile e crescere cittadini consapevoli. Dopo il successo della prima edizione, con oltre 8mila copie vendute, è uscita una nuova versione ampliata e aggiornata. I valori della repubblica sono spiegati in prosa dal costituzionalista Valerio Onida, raccontati in poesia da Roberto Piumini e corredati dalle tavole illustrate di Emanuele Luzzati. Il volume è arricchito dalla testimonianza di Elizabeth Arquinigo Pardo, attivista per il ‘Movimento degli Italiani senza cittadinanza’, che racconta la sua storia di integrazione e la lunga strada per ottenere la cittadinanza italiana. In conclusione, una nuova sezione dedicata alla didattica, a cura di Eliana Cocca, con giochi e attività di apprendimento cooperativo. “Questo libro è nato mettendo insieme tante idee diverse e tanti modi di approcciarsi alla Costituzione – racconta Cocca a Ilfattoquotidiano.it, che è anche co-autrice del volume – La scelta di tradurre gli articoli fondamentali in 12 lingue diverse è dovuta al desiderio che la Costituzione diventi un patrimonio anche per chi non è ancora italiano, per chi non conosce bene la lingua, per chi è arrivato da poco. Vogliamo sia un prodotto che possa essere diffuso, letto e compreso da tutti”.

Le attività proposte da Cocca toccano tematiche fortemente attuali, come la questione della cittadinanza e delle seconde generazioni. “Facendo laboratori nelle scuole mi sono resa conto che i bambini erano sempre molto attratti della storia di Elizabeth, perché li fa riflettere su un tema che loro danno per scontato: cosa serve per essere italiani?”, racconta. Secondo la sua esperienza, quando i più piccoli conoscono l’iter burocratico per diventare italiani hanno una reazione di confusione. Spesso in classe ci sono bambini con genitori stranieri, ma che parlano italiano, magari con l’accento del luogo: ai loro compagni basta questo per identificarli come italiani. Lo stesso vale per i bambini di seconda generazione, che sentono la cultura italiana come parte della loro identità: “Nel libro c’è un’attività in cui tutti devono informarsi su una cultura diversa e poi farne un resoconto alla classe – continua Cocca – Mentre i bambini italiani tendono ad andare dal loro compagno di seconda generazione per conoscere un’altra cultura, loro non vanno dagli autoctoni perché anche loro si sentono italiani: è la cultura in cui vivono”.

Tra i giochi per imparare i valori repubblicani ce n’è uno che prevede di creare una ‘carta costituzionale’ della classe. I bambini si siedono con gli insegnanti e insieme collaborano per decidere delle regole valide per tutta la scuola, arrivando a norme effettive e realizzabili. Come gli adulti, anche i bambini si legano agli aspetti della Costituzione che sentono più a cuore. Molti bambini, specialmente quelli con origine straniera – chiarisce l’ideatrice delle attività – si affezionano all’articolo 6 che tutela le minoranze linguistiche. Altri restano stupiti dall’articolo 9 sulla tutela del paesaggio: la generazione dei giovanissimi avverte come urgente la questione ambientale. A volte qualche bambino sente una differenza tra i principi della Costituzione e la sua realtà: “I bambini non si fanno problemi a dire che a casa loro si pensano cose diverse rispetto a quelle scritte nel libro. In questi casi le recepiscono in modo diffidente e capita che controbattano ripetendo slogan politici che sentono dai genitori”. Può succedere quando si toccano temi come l’accoglienza, l’uguaglianza o, appunto, la cittadinanza. Ma anche i bambini più restii vengono coinvolti nella discussione dai loro stessi compagni, che per dimostrare che quel pensiero è in contrasto con la Costituzione mostrano il libro dicendo: “Lo dice la legge che siamo tutti uguali!”.