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Lo scandalo del cimitero di Sezze: festini sessuali, compravendita di loculi, furti di fiori rivenduti dal custode nel negozio dell’amante

La figura del custode torna protagonista anche nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari del 3 marzo scorso, nella quale il Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario ipotizza una forma di peculato nei confronti di Franco Castaldi anche riguardo all’appropriazione dei fiori che allestiscono le esequie o le sepolture

Sul caso del cimitero di Sezze si apprendono particolari sempre più inquietanti. Non solo compravendita di loculi e legname, non solo festini e prestazioni sessuali in casa (ai quali avrebbero partecipato anche politici, medici ed esponenti delle forze dell’ordine, secondo quanto scoperto dalla Procura di Latina. A marzo sono scattati undici arresti per corruzione nel filone che riguarda la gestione del cimitero e le presunte mazzette, ndr). La figura del custode torna protagonista anche nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari del 3 marzo scorso nella quale il Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario ipotizza una forma di peculato nei confronti del custode del cimitero anche riguardo all’appropriazione dei fiori che allestiscono le esequie o le sepolture. Il custode Franco Castaldi avrebbe rubato gli addobbi floreali delle tombe per poi consegnarli all’amante, che possiede proprio un negozio di fiori. I due, in più occasioni, avrebbero spogliato dei fiori le tombe dei defunti per poi rivenderli per il confezionamento di ulteriori addobbi funebri e floreali. In una intercettazione del 10 febbraio 2019, la titolare del vicino negozio di fiori e amante di Castaldi gli dice che per il giorno successivo dovrà consegnare dei fiori per un funerale e gli chiede se nel cimitero ci sono dei fiori che possano andare bene, altrimenti sarà costretta ad acquistarli al vivaio. L’uomo le risponde di essere sicuro di averli, considerato che, quel giorno e il giorno prima, erano stati celebrati due funerali. Sempre nell’ordinanza di custodia cautelare è scritto che il 23 maggio 2019, Castaldi comunica al figlio dell’amante che si è verificato un decesso (“s’è buttato uno dal balcone a Santa Maria”) prospettando al ragazzo l’occasione di guadagno ( “ti guadagni cinquanta sessanta euro”). Non solo: il custode comunica al ragazzo di aver già fatto una parte del “lavoro” (“già l’ho detto a tua madre … qua hanno portato un pò di fasci di robba de fiori .. già tre o quattro l’ho fatti, l’ho ammucchiati tutti là … quindi se tu la fai scendere e già riempiamo quel secchione grosso con tutti i fiori… che già ti guadagni cinquanta sessanta euro”). E ancora. Il 21 febbraio 2019 – si legge sempre nell’ordinanza – la titolare del negozio di fiori riferisce a Castaldi la necessità di 10 rose bianche per una cliente. Per soddisfare la richiesta il custode li preleverà dai vasi delle tombe. Al riguardo, la donna suggerisce di sottrarre le rose bianche dall’addobbo floreale al defunto appena tumulato “quello che è morto, quello la che la mamma non ha una lira, che mi hai detto tu”.