Cronaca

La Lombardia chiude alcuni centri vaccinali nel Cremonese: mancano le dosi. I sindaci: “Un errore. È dovuto al passaggio da Aria a Poste”

In provincia le somministrazioni saranno sospese nei centri di Rivolta d'Adda, Trigolo, Castelleone, Vailate e Soresina, concentrandosi nei prossimi giorni a Cremona, Crema e Casalmaggiore. "Così si tolgono dei riferimenti per le popolazioni di alcune aree della regione. Dovevano provare a velocizzare, non sospendere"

Da domani alcuni dei centri vaccinali aperti nel territorio cremonese vedranno sospesa la somministrazione dei vaccini anti-Covid. Regione Lombardia motiva la decisione con la scarsità di dosi: “Vero in parte – dice a ilfattoquotidiano.it il consigliere regionale del Partito Democratico, Matteo Piloni – perché il motivo principale riguarda il passaggio dalla piattaforma di Aria (costata 18,5 milioni) a quella di Poste Italiane (messa a disposizione gratuitamente)”. La Regione preferisce gestire meno centri, aggiunge Piloni, “così da non incappare nei problemi ormai tristemente noti”. In provincia di Cremona parliamo in particolare dei centri di Rivolta d’Adda, Trigolo, Castelleone, Vailate e Soresina. Nei prossimi giorni le vaccinazioni si concentreranno così a Cremona, Crema e Casalmaggiore.

Qui verranno vaccinati gli anziani over 80 che non sono mai stati contattati e che adesso verranno chiamati dalle due Asst di Cremona e Crema che hanno ricevuto i dati dal gestore prenotazioni Aria. Insieme a loro verranno vaccinati i pazienti fragili in cura negli ospedali secondo le priorità indicate dal ministero della Salute. E mentre è stata sospesa la copertura vaccinale ai volontari dell’hub in Fiera a Cremona, nei centri minori si fa sentire il sindaco di Rivolta d’Adda, Fabio Calvi: “La notizia della sospensione ci ha sorpreso e amareggiato – confida a ilfattoquotidiano.it – perché trovavo logico avere un riferimento vaccinale dell’Alto Cremasco, in una struttura, come l’ospedale di Santa Marta, che ha locali adeguati e una posizione strategica per la popolazione di confine”, essendo a contatto con Milano e Bergamo. “Spero sinceramente che il provvedimento – gli fa eco il suo vice Elisabetta Nava – sia solo sospensivo e mi auguro che il gestore Poste Italiane sia più efficiente di Aria”. A livello locale, l’hub di Rivolta potrebbe affiancare quello in via di attivazione a Crema, presso l’ex tribunale cittadino, che a regime potrebbe somministrare 2.700 dosi al giorno. Resta pur sempre, a detta di Nava, “una campagna vaccinale in incredibile ritardo che troverebbe solo nella rapidità di esecuzione e nella capillarità dell’offerta un riscatto in termini di protezione per i cittadini”.

Preoccupato per la chiusura del centro vaccinale, attivato presso la casa di riposo Brunenghi, il sindaco di Castelleone, Pietro Fiori, che a Ilfattoquotidiano.it sottolinea l’importanza degli hub minori: “Speriamo di riprendere a breve con le circa 100 vaccinazioni al giorno che stavamo portando avanti. Ci attiveremo con le Asst che hanno preso in mano gli elenchi dei cittadini da vaccinare. Meglio così rispetto a prima”. Si fermano anche le somministrazioni al Nuovo Robbiani di Soresina, dove erano 1.900 le somministrazioni in una settimana. “È un errore – spiega il primo cittadino Diego Vairani – Bisognava semmai raddoppiare la velocità”.

Nei prossimi giorni nel Cremonese arriveranno altri vaccini. Tutti si augurano quindi che questa battuta d’arresto sia solo momentanea e che le somministrazioni possano ripartire subito dopo Pasqua. Per farlo la Regione deve programmare per tempo le altre categorie da vaccinare: cittadini tra i 70 e 79 anni, persone fragili e i caregivers per i quali c’è una mozione in Consiglio regionale approvata all’unanimità ma alla quale non è stato dato seguito. “Sono davvero stucchevoli le passerelle di Bertolaso per inaugurare i centri – osserva Piloni – se non viene predisposta un’adeguata programmazione. I cittadini vogliono sapere dove e quando vaccinarsi. Bertolaso e Moratti si occupino di questo invece di chiudere i centri aperti”.