Politica

Sondaggi, FQChart della settimana: stabili i grandi partiti, +Europa fanalino di coda

FQChart è la media aritmetica settimanale dei sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani in esclusiva per Il Fatto Quotidiano. Concorrono alla media tutti i sondaggi pubblicati dai maggiori istituti demoscopici nella settimana appena conclusa.

Settimana dal 15/3 al 21/3/2021

I principali partiti italiani rimangono pressoché stabili nelle rilevazioni della scorsa settimana, e questo nonostante le manovre (anche segrete) in corso per riorganizzarsi e rendersi più competitivi per future elezioni. Gli stessi istituti demoscopici non riescono ad adottare una “griglia” comune di valutazione: alcuni, per esempio, sondano Azione e +Europa insieme, altri separano nettamente Sinistra Italiana e Art. 1 del cartello LeU, altri ancora (Emg) considerano il Movimento 5 Stelle già ufficialmente a guida Giuseppe Conte.

Una situazione un po’ caotica che in ogni caso non cambia i nuovi equilibri raggiunti da un paio di settimane.


Con la Lega primo partito (al 23,3%, +0,2 punti) che sovrasta con più di sei punti percentuali di vantaggio i principali inseguitori, tutti più o meno collocati a quota 17%: il Partito Democratico è al 17,2% (+0,1), il Movimento 5 Stelle al 17,1% (+0,2) e Fratelli d’Italia al 16,9% (stabile). Tutti destinati a una lotta serrata e a contendersi l’elettorato a loro più vicino. “Competizione” è la parola più adatta a rappresentare una situazione di calma apparente.

Il partito di Giorgia Meloni appare cristallizzato su valori compresi tra il 16 e il 17% da mesi, senza retrocedere significativamente, e questo per i sondaggisti significa che il partito è solido e pronto al sorpasso sull’alleato leghista (mentre sui territori continua il passaggio di esponenti leghisti a FdI).

Per i Dem e i grillini la “sana competizione” è appena iniziata, con l’accelerazione impressa dal nuovo segretario del Pd, Enrico Letta, mentre si attende l’ingresso ufficiale di Giuseppe Conte previsto dopo Pasqua.

Molta confusione regna anche nel cosiddetto “campo liberale” dove al calo, questa settimana, di Forza Italia (7,6% medio, -0,8) non corrisponde un significativo progresso per gli altri partiti: Azione è stabile al 3,3%, Italia Viva al 2,8% (ma aiutato dal 4% di Emg), mentre +Europa scende all’1,7%, ultimo tra tutti i partiti. L’ex (?) partito di Emma Bonino non ha mai brillato in termini di peso elettorale, ma dopo le vicende degli ultimi giorni tra addii, dimissioni e “veleni congressuali” sembra destinato a un ruolo di mera testimonianza.

(Istituti considerati: Swg, Tecnè, Euromedia Research, Emg, Index Research)