L'Istantanea

La caporetto dell’Europa sui vaccini: prima il papocchio sui contratti d’acquisto, ora trasforma la prudenza in panico

La prima delle precauzioni possibili sarebbe dovuta essere quella di non produrre panico. Invece stiamo imparando a nostre spese come il principio di precauzione, usato al modo in cui l’Europa lo sta agitando, diviene l’opposto di quel che ci si potesse augurare. Lanciafiamme anziché estintore, motore della paura in luogo di una serenità raggiunta dopo essere stata tanto agognata.

La caporetto dell’Europa è proprio qui, nell’uso parossistico del principio di precauzione che invece di cancellare il rischio sta inquinando la prudenza e con essa la logica e la ragione.

Avremmo avuto bisogno di un governo europeo efficiente e abbiamo subìto il papocchio dei contratti d’acquisto dei vaccini dove l’acquirente ha lasciato incredibilmente stabilire al venditore i modi e i tempi della consegna del farmaco salva vita.

E quando pensavamo finalmente di esserci, ecco che è intervenuta la “precauzione” trasformando il vaccino in un vettore di morte possibile.

In un pomeriggio disgraziatissimo abbiamo non solo mandato all’aria la logica, rifiutandoci di considerare che un denominatore così grande qual è la massa di vaccinati in un periodo così breve ha in sé un rischio statistico al quale – benché irrilevante nei numeri assoluti – non ci possiamo sottrarre e che è incomparabile però con i benefici attesi. Abbiamo anche bruciato la credibilità delle autorità indipendenti di certificazione e la residua fiducia che l’Europa, finalmente unita in questa lotta, ci conducesse fuori dall’incubo.

Invece la Germania, in preda a una crisi di nervi, ha traghettato gli altri Stati ad immolare la ragione, la prudenza e la logica, trasformando la precauzione in una ossessione.

La vita contempla – purtroppo per noi – l’evento avverso della morte.

Ma l’Europa fa finta di non saperlo e intanto incolpa i vaccini. Così, per precauzione, ci regala il panico.