Cronaca

Covid, rivolta in Rete contro l’imprenditore che accusa Arcuri sulle mascherine: “Ha raccolto 2,3 milioni per stampanti 3d mai consegnate”

Da Non è l'Arena alle Iene, l'imprenditore Filippo Moroni fa il giro delle trasmissioni accusando l'ex commissario di non avere voluto, in piena emergenza, acquistare milioni di dpi, allora introvabili. Ma ad ogni sua apparizione riparte la polemica: nel 2016 la Olo 3D aveva avviato un crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter proponendo le allora innovative stampanti 3D che dovevano essere vendute a 99 dollari. La campagna, avviata per 80mila euro, ha prodotto donazioni per ben 2,3 milioni di euro. Ma le stampanti non sono mai arrivate

Oggi fa il giro delle trasmissioni televisive accusando il Governo italiano di non aver voluto acquistare le sue mascherine nel pieno dell’emergenza Covid. Ma da almeno due anni sul web il suo nome viene tirato in ballo per una presunta truffa da 2,3 milioni di euro sulle stampanti 3D. L’imprenditore Filippo Moroni nell’ultima settimana è apparso prima a Non è L’Arena, il programma condotto su La7 da Massimo Giletti, e poi in un servizio de Le Iene. Il leit-motiv delle sue interviste è sempre lo stesso: a marzo 2020 aveva intavolato una trattativa con la struttura commissariale per l’emergenza Covid, guidata da Domenico Arcuri, cui aveva promesso la fornitura di 10 milioni di mascherine in cambio di un anticipo del 50%. Come si apprende anche dal servizio andato in onda il 9 marzo su Italia 1, l’affidamento sembra essere saltato per problemi burocratici nella certificazione CE, su cui in quel momento le Agenzie delle Dogane erano concentrate nonostante le normative in deroga approvate dal Governo.

Secondo l’imprenditore, quei problemi hanno impedito all’Italia di avere in pochi giorni una fornitura di Dpi in cambio della metà del prezzo di quella acquistata alcune settimane dopo attraverso la mediazione da Mario Benotti e Andrea Tommasi, i principali indagati nell’inchiesta della Procura di Roma per traffico d’influenze illecite, affare che ha fruttato loro provvigioni per circa 72 milioni di euro. Ma la denuncia ha scatenato il putiferio. Appena il programma Mediaset ha pubblicato sui suoi podcast il servizio, decine di utenti Facebook hanno iniziato a insultare Moroni. “Ieri sera il grande capo dell’Ono – scrive Derek Zoli – il ragazzo che scriveva quei messaggi orgogliosi sugli aggiornamenti del progetto prima di sparire, era di nuovo in tv nazionale a lamentarsi perché non gli era permesso quasi di salvare l’Italia dal Covid con le mascherine che poteva importare a buon prezzo. Quindi sembra che abbia dimenticato il sogno di Ono… ma se hai bisogno di una buona mascherina…”.

Cos’è Ono? Quale progetto? La storia è riportata dettagliatamente in un lungo articolo della rivista online specializzata 3dSourced.com, dal titolo “La più grande truffa di stampa 3D di tutti i tempi. In sostanza, nel 2016 la Olo 3D cui Moroni aveva ceduto il brevetto della sua invenzione, aveva avviato una raccolta di crowdfunding sulla nota piattaforma Kickstarter proponendo delle allora innovative stampanti 3D in grado di dare forma a progetti realizzati attraverso una App dedicata. La campagna, avviata per 80mila euro, ha in realtà prodotto donazioni per ben 2,3 milioni di euro. Una volta incassati i soldi e avviata la produzione, qualcosa però è andato storto. Gli utenti che avevano finanziato la società americana hanno iniziato a inoltrare gli ordini per ricevere le stampanti 3D, ma questi macchinari non sono mai stati consegnati.

Nel frattempo, la Olo 3D è diventata Ono 3D Incorporated, con sede in Delaware, come confermato a ilfattoquotidiano.it dallo stesso Moroni. Ma la gran parte degli utenti non è mai stata rimborsata. “Il progetto era fichissimo – dice Moroni – Di quelle stampanti ne sono state costruite circa 9mila su 16mila ma poi, come il 93% delle start-up del mondo, la società ha finito i soldi e non è riuscita a terminare il progetto”. Il problema, secondo Moroni è che “il pubblico italiano non sa leggere l’inglese e non sa leggere i contratti e ha scambiato il progetto di crowdfunding con un progetto di vendita, ma io non ho avuto nessun ruolo”. Secondo Moroni, “il Ceo che ha fatto gran parte del casino è stato cacciato e io per ricomprare i brevetti e salvare l’azienda ho dovuto vendere la casa”.

Ma sul web non sembrano pensarla così. Sulla pagina di Ono 3D sono continui gli attacchi e gli insulti a Moroni, sotto lo screenshot del podcast di Non è L’Arena. Riccardo Secco pubblica la fattura del suo ordine d’acquisto, per 203,34 dollari, e commenta: “Per non dimenticare la truffa del secolo, pagata e mai arrivata. Al rientro procederò per vie legali”, taggando proprio Filippo Moroni. Alex Morales, invece, spiega: “Questa è probabilmente la fine… ho ricevuto un avviso che l’app Ono 3D è stata rimossa… Questa è diversa dall’app nell’App Store. Questa è una versione di Test Flight utilizzata per i beta tester. Non è noto se ci saranno ulteriori sviluppi”.