Cronaca

L’Etna torna a eruttare, pioggia di lapilli e cenere fino a Catania: chiesto lo stato di calamità per i paesi etnei

Dal cratere Sud Est fuoriescono fontane di lava e una rossa colonna di fumo. A rischio i paesi in prossimità del vulcano. Chiuso l'aeroporto Internazionale di Catania Fontanarossa, incapace di garantire la sicurezza degli aerei a causa della nube cinerea

L’Etna è tornato a eruttare. Il cratere Sud-Est ha registrato un’intensa attività esplosiva e la conseguente emissione di fontane di lava, una gigantesca nuvola di cenere e lapilli vulcanici, arrivati fino a Catania.

L’incremento dell’attività esplosiva è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio etneo (Ingv-Oe), poco dopo le 16. Il fenomeno si è poi evoluto in fontana di lava con la formazione di una spessa nube di cenere, alta più di un chilometro, che si sta disperdendo verso sud facendo cadere cenere e lapilli. Le fontane di lava si sono esaurite nel giro di poco più di un’ora. Restano ancora alimentate le due colate laviche si dirigono verso la desertica Valle del Bove.

L’aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa è chiuso per l’emergenza cenere lavica. Lo ha deciso l’unità di crisi dello scalo. La colonna di fumo e cenere e il buio non garantiscono la sicurezza dei voli.

“Il presidente Musumeci chieda lo stato di calamità per i paesi etnei: il vulcano è in piena attività e una intensa pioggia di lapilli di dimensioni fino a 10 centimetri sta investendo i comuni che si trovano in prossimità del vulcano”. Così il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, che rivolge un appello al governo regionale siciliano affinché si attivi per la dichiarazione di calamità naturale in favore dei comuni montani colpiti da cenere e lapilli, in seguito all’eruzione dell’Etna.