Politica

“Il comizio di Renzi ha offeso il Colle. Tra i colleghi d’Italia viva c’è insofferenza, si liberino del loro leader e torniamo a dialogare”

L'INTERVISTA - Giorgio Trizzino, deputato del M5s e amico di vecchia data della famiglia Mattarella: "Credo ci sia un'unica via per la maggioranza che sostiene il presidente Conte: aprire un dialogo con un'Italia viva derenzizzata, libera da Renzi e svincolata da rese dei conti personali. La conferenza stampa del leader Iv? Secondo me gli si ritorcerà contro"

Un appello ai colleghi d’Italia viva: “Abbandonate una strada sbagliata“. Che vuol dire in soldoni: liberatevi di Matteo Renzi e torniamo a dialogare. Giorgio Trizzino, medico di Palermo eletto alla Camera dal Movimento 5 stelle nel 2018, è rimasto negativamente colpito dal comizio tenuto da Matteo Renzi al Quirinale dopo il colloquio con Sergio Mattarella. Lo definisce uno “spettacolo da dimenticare”.

Onorevole, non le è piaciuta la conferenza stampa del leader d’Italia viva al Colle?
No, trovo abbia offeso profondamente il luogo che l’ospitava, cioè l’istituzione della presidenza della Repubblica.

Alle politiche del 2018 lei venne presentato come un grillino di rito mattarelliano.
Io conosco il presidente da 40 anni, ho vissuto i momenti più bui della sua famiglia. Mia zia Maria Trizzino fu capo di gabinetto del fratello del capo dello Stato, il presidente della Regione Piersani Mattarella.

Secondo lei il capo dello Stato ha apprezzato il comizio di Renzi?
Non voglio e non posso interpretare il pensiero del presidente. Ieri però abbiamo assistito a una vuota requisitoria, pronunciata appropriandosi di un palcoscenico che si chiama Palazzo del Quirinale. Ora: teatrini simili li abiamo visti pure con Berlusconi, ma non è tollerabile un comizio simile durante le consultazioni. Significa non avere rispetto. Secondo me gli si ritorcerà contro.

In che senso?
C’è insofferenza crescente tra i colleghi di Italia viva.

Glielo dicono i renziani alla Camera?
Guardi, non voglio entrare in casa d’altri ma certo un conto è avere divergenze politiche, un altro è urlare, offendendo profondamente le istituzioni. È chiaro che una cosa come quella di ieri non può che creare disagio anche tra i renziani.

Vuole lanciare un appello ai colleghi d’Italia viva?
L’ho già lanciato con una mia riflessione su facebook. Ovviamente non chiedo ad alcuno di lasciare il proprio partito, ma spero che si allontanino da una strada sbagliata che è quella imposta da Renzi. Il Paese non può più accettare una deriva simile.

La situazione è delicata, si rischia di scivolare verso il voto anticipato. Lei cosa si augura?
Io credo ci sia un’unica via per la maggioranza che sostiene il presidente Conte.

Quale?
Aprire un dialogo con un’Italia viva derenzizzata, libera da Renzi e svincolata da rese dei conti personali, in contrasto con l’interesse del Popolo.