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Luigi Di Maio “ci ricasca”: “Qualora Renzi staccava la fiducia…”. La frase fa il giro dei social ma lo staff replica

"E' forma consentita", ha fatto sapere lo staf del Ministro. Che è "caduto nella consecutio" durante un confronto con Lucia Annunziata diventando subito trending topic su Twitter

Uno scivolone linguistico può capitare a tutti, non è però la prima volta che Luigi Di Maio finisce nel mirino per i suoi problemi con i congiuntivi. Il Ministro degli Esteri è stato ospite ieri pomeriggio di Lucia Annunziata a “Mezz’ora in più” su Rai3, un modo per fare il punto sulla crisi politica dopo l’uscita di scena dal Conte Bis di Matteo Renzi e Italia Viva. Il pentastellato è incappato in un utilizzo non corretto di una forma verbale cadendo sulla consecutio temporum: “Il presidente Conte ha detto chiaramente che qualora Renzi staccava la fiducia al governo non ci sarebbe stata la possibilità di ritornare con Renzi“.

La giornalista, forse per evitare imbarazzi, ha lasciato cadere non sottolineando in diretta l’errore, Di Maio avrebbe dovuto utilizzare l’espressione corretta “avesse staccato”. L’episodio non è sfuggito ai telespettatori più attenti che hanno segnalato lo scivolone linguistico del ministro grillino sui social, portando subito l’argomento in trending topic. Nel pomeriggio lo staff del politico di Pomigliano d’Arco ha provato a frenare le critiche: “Nessun errore, nel parlato quella forma è ammessa“. Una versione poco convincente.

Nel 2018 in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi Paola Esposito, mamma del pentastellato, aveva commentato gli scivoloni di suo figlio, lei preside che per anni ha insegnato italiano: “L’episodio singolo può capitare a tutti, il resto mi sembra una esasperazione della stampa italiana. Luigi è cresciuto in una famiglia dove la consecutio temporum è di casa. Da noi non è solo una interlocuzione grammaticale ma è la capacità di interpretare la realtà nelle sue cause e i suoi effetti.”