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Spider-Man: Miles Morales, un buon salto in avanti rispetto al primo capitolo sfruttando la maggior potenza di PlayStation5

Marvel's Spider-Man: Miles Morales è uno dei primi banchi di prova della potenza della nuova console di Sony grazie a tempi di caricamento quasi inesistenti ed il supporto al ray tracing

La next-gen di Sony è ormai sul mercato da più di un mese, ma le potenzialità della grande console bianca si sono solo intraviste; in questa recensione analizzeremo una delle esclusive che Sony ha immesso sul mercato con il lancio di PS5, ovvero Spider-Man: Miles Morales, nella Ultimate Edition, che oltre a contenere il gioco ottimizzato per la nuova console permette a chi non aveva goduto del primo capitolo del tessiragnatele di averlo rivisto e migliorato proprio come il nuovo, due arrampicamuri al prezzo di uno in buona sostanza.

Ci troviamo a circa un anno di distanza dagli eventi del titolo precedente, dove Miles compariva come personaggio secondario ma con una certa “importanza”. Miles si trasferisce ad Harlem, e oltre ad affiancare Peter nel lanciare ragnatele, cerca di trovare una sua dimensione guardando a un Parker ormai conscio dei suoi poteri e delle sue responsabilità, un mentore da cui imparare; sarà proprio in occasione dell’assenza di questultimo da New York che il “secondo Spider-man” si troverà da solo davanti a un complotto che minaccia la sua citta, e avvenimento che oltre a farlo crescere come eroe lo farà maturare come persona, in una crescita del personaggio ben narrata e sviluppata.

Ed è proprio a causa di queste nuove responsabilità che emergeranno i poteri che differenziano Miles da Peter, e quindi l’approccio di combattimento diverso presente in questo nuovo gioco; la prima differenza è la Bioelettricità, capace di caricare Miles di energia che lo potenzia in tutte le sue azioni, da salti prolungati a potenti pugni energetici, la seconda, ancora più distintiva e che incontreremo più avanti nel gioco è l’abilità di camuffamento, che rende il giovane Spider-Man letteralmente invisibile per alcuni istanti, permettendo al giocatore un approccio decisamente più stealth.

Le abilità di combattimento miglioreranno con l’utilizzo dei punti all’interno di un classico skill tree e con l’aumentare dei livelli, ma sarà possibile impararne di nuove anche tramite i percorsi di allenamento che Peter ha lasciato per noi, senza contare le modifiche ai numerosi costumi sbloccabili che rendono sicuramente le sequenze di combattimento di Spider-Man: Miles Morales molto varie e di grande impatto, sia estetico che offensivo.

Nel complesso, le nuove meccaniche si amalgamano benissimo al sistema di combattimento mutuato dal titolo originale, donando maggiore spettacolarità e frenesia anche agli scontri delle missioni secondarie; secondarie che spesso risultano più interessanti sia per il coinvolgimento nella vita privata di Miles che per il combattimento in se nel quale si ritrova coinvolto in una guerra tra la Roxxon, azienda multimilionaria dal fare poco etico e l’Underground, una nuova Gang ultratecnologica che punta a rendere una New york pre-natalizia e coperta dalla neve il loro esclusivo parco giochi.

Le vicende di Miles ci terranno impegnati all’incirca dieci ore durante la campagna principale, con qualche colpo di scena e un finale che sicuramente porterà a qualche altro gioco della saga, ma la grande varietà di secondarie per sbloccare costumi alternativi e gadget hi tech allungherà di parecchio la nostra permanenza a New York, certo non tutte le secondarie sono particolarmente ispirate, ma sono abbastanza interessanti se non dal punto di vista ludico almeno da quello della crescita e della vita del protagonista.

Dal punto di vista tecnico, Marvel’s Spider-Man: Miles Morales gode di un comparto tecnico migliorato rispetto al titolo del 2018; Insomniac ha scelto di offrire due impostazioni grafiche diverse che si possono alternare in qualsiasi momento, da una parte abbiamo un’esperienza a 60 fps con risoluzione 4k dinamica , nel secondo caso gli fps scendono a 30 ma si può avere accesso al ray tracing e alla luci dinamiche gestite da questa feature; è proprio questa versione del gioco quella che ci permette di godere dei primi assaggi di Next-Gen, grazie ai riflessi di acqua e vetrate sparsi per New York o ai dettagli metallici dei vari costumi che potremo cambiare durante la storia, sicuramente la differenza con la versione ps4 è presente ed è notevole.

La potenza di PlayStation 5 ha permesso ai ragazzi di Insomniac di rendere molto più viva la città, aumentando notevolmente la densità di abitanti e il numero di veicoli in movimento e allo stesso tempo azzerando il fenomeno dei Pop up, forte di un hard disk SSD dalla velocità incredibile, basti pensare che le scenette di Miles in metropolitana, mentre passa da una zona all’altra presenti sulla versione PS4, spariscono completamente nella versione PS5, grazie ai caricamenti praticamente istantanei; anche il comparto audio è di tutto rispetto, e se giocato con un paio di cuffie l’audio 3D di PS5 vi restituisce non solo suoni ben congeniati, ma con fonti di provenienza che variano a seconda dei nostri movimenti, donando un ulteriore sensazione di immersione mentre ci lanciamo da un grattacialo all’altro di New York.

Il dual sense e le sue vibrazioni sono sfruttate in maniera marginale, dato che il titolo non è stato sviluppato appositamente per la console, ma danno comunque al giocatore un ottimo input tattile, soprattutto quando premiamo i grilletti per sparare le ragnatele, e la parte finale della corsa è più dura, simulando un tasto che viene premuto proprio per quell’azione.

Come dicevamo in apertura, in questa edizione del gioco è presente anche il titolo del 2018, che ha goduto dei miglioramenti apportati a Miles Morales, sicuramente un ottimo motivo per acquistare questa versione se non avete giocato il titolo precedente, per cui rimangono praticamente invariate le caratteristiche tecniche esposte poco sopra, un bel salto in avanti rispetto all’originale. In definita Marvel’s Spider-Man: Miles Morales è un banco di prova con cui testare le caratteristiche della nuova console Sony, che forse avrebbe potuto spingere di più se Insomniac non fosse stata legata ad un prodotto cross generation, un ottimo prodotto, con qualche piccola sbavatura, più legata alla trama e ai cattivi poco carismatici se vogliamo, ma niente che non renda questa nuova esperienza legata al lanciaragnatele dinamica e divertente, sopratutto su Ps5.