Cronaca

Decreto Natale, dallo shopping ai bar fino agli spostamenti: cosa si può fare oggi 22 dicembre

L'Italia entra nelle ultime 48 ore prima della zona rossa su tutto il territorio nazionale, che durerà fino a domenica 27 dicembre e limiterà la libertà di movimento anche all'interno del proprio comune. Dai ristoranti ai negozi, ecco cosa è possibile (e cosa no) fare dalle 5 alle 22

L’Italia entra nelle ultime 48 ore prima della zona rossa su tutto il territorio nazionale, che durerà fino a domenica 27 dicembre e limiterà la libertà di movimento anche all’interno del proprio comune. Nelle regioni in zona gialla, oggi, 22 dicembre, saranno aperti tutti i negozi fino alle 21 e bar e ristoranti fino alle 18, da quel momento sarà possibile ordinare solo da asporto o delivery.

Oggi è anche il penultimo giorno in cui è possibile muoversi liberamente su tutto il territorio regionale, sempre tra le 5 e le 22, senza necessità di autocertificazione. Durante il “coprifuoco” sarà invece sempre possibile spostarsi, ma solo per comprovate esigenze lavorative, necessità o salute e girando muniti di autocertificazione.

Gli spostamenti tra Regioni sono invece possibili solo per motivi di necessità, lavoro e ricongiungimenti familiari (è il caso, ad esempio, di un genitore separato con un figlio minorenne). Non sono quindi consentiti spostamenti extraregionali per turismo né per raggiungere le seconde case. Potrà muoversi tra due aree del Paese chi vuole trascorrere con qualche giorno durante le festività con un genitore non autosufficiente, eventualmente anche accompagnato da un figlio minorenne.

Resta invece sempre consentito il rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Chi però torna dall’estero deve sottoporsi alla quarantena. Mentre chi è rientrato in Italia negli ultimi 14 giorni da Gran Bretagna e Irlanda del Nord è obbligato – anche se asintomatico – a contattare la Asl e sottoporsi a tampone.

In caso di violazione delle regole sugli spostamenti all’interno del territorio nazionale la sanzione applicabile è quella amministrativa, da 400 a 1.000 euro, eventualmente aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo. La sanzione è ridotta a 280 euro se si paga entro 5 giorni. In caso di accertamento di una violazione alle disposizioni che non si ritiene motivata si può fare ricorso al Prefetto.