Scienza

Vaccino Covid, dalla conservazione a bassa temperatura ai sensori termici con Gps: come funziona la gestione delle fiale di Pfizer

Il siero di Pfizer-BionTech ha tre possibilità di conservazione, come spiegano dall’azienda all’Adnkronos Salute: una volta che i punti di utilizzo ricevono un "contenitore da viaggio termico con il nostro vaccino, hanno tre opzioni per la conservazione", e fra queste c'è anche la possibilità di tenerlo in frigo per 5 giorni tra i 2 e gli 8°C. Utilizzabili anche gli 'shipper', ovvero i contenitori termici Pfizer che, riempiti con ghiaccio secco ogni 5 giorni, possono conservarlo per un mese

Sarà il primo ad essere autorizzato in Europa, e dunque anche in Italia, ed è ormai famoso come il vaccino ‘che venne dal gelo’, dal momento che deve essere conservato a -70 gradi. Ma il siero anti-Covid di Pfizer-BionTech in realtà ha tre possibilità di conservazione, come spiegano dall’azienda all’Adnkronos Salute. Una volta che i punti di utilizzo ricevono un “contenitore da viaggio termico con il nostro vaccino, hanno tre opzioni per la conservazione”, e fra queste c’è anche la possibilità di tenerlo in frigo per 5 giorni.

Fra le 3 possibilità ci sono infatti super-congelatori “a bassissima temperatura, ora disponibili in commercio e che possono prolungare la durata di conservazione fino a 6 mesi. Ma il vaccino può essere conservato anche per 5 giorni in condizioni refrigerate a 2-8°C (le unità di refrigerazione sono molto spesso disponibili negli ospedali)”. Infine si possono usare direttamente gli ‘shipper’, ovvero i contenitori termici Pfizer (in cui arriveranno le dosi), “che possono essere utilizzati come unità di stoccaggio temporaneo riempiendoli con ghiaccio secco ogni 5 giorni per un massimo di 30 giorni”.

Non solo, bisogna anche tener conto del fatto che questi speciali contenitori possono “mantenere la temperatura per 10 giorni senza essere aperti”, il che consente il trasporto in tutto il mondo per garantire l’accesso al vaccino a tutti i pazienti. Una volta aperti, e se utilizzati come deposito temporaneo da un centro di vaccinazione, possono essere usati appunto per 30 giorni (con aggiunta di ghiaccio secco ogni 5 giorni), ribadiscono dall’azienda.

E se ieri l’azienda ha fatto sapere che si sta valutando l’ampliamento dei siti produttivi per fronteggiare un impegno che nel 2021 arriverà a 1,3 miliardi di dosi, la distribuzione del vaccino “si basa su un sistema flessibile just-in-time, in grado di spedire rapidamente le fiale congelate ai punti di vaccinazione designati al momento del bisogno, riducendo al minimo la necessità di conservazione a lungo termine”.

La vaccinazione in una situazione di pandemia “dovrebbe essere rapida – aggiungono da Pfizer – e non ci aspettiamo che il prodotto debba essere conservato per più di 30 giorni”. Ogni contenitore è dotato di un sensore termico con Gps per monitorare la posizione e la temperatura di ciascuna spedizione di vaccini 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Il programma di immunizzazione prevede la somministrazione di due dosi di vaccino a 21 giorni di distanza, e un report della Food and Drug Administration ha sottolineato nei giorni scorsi una forte risposta immunitaria già nei primi giorni 10 giorni dalla somministrazione della prima dose.