Politica

Irrompono incappucciati nella riunione Zoom del Pd di Trapani e inneggiano al Duce. “Attacco fascista”

Proprio mentre gli ospiti, 80 persone circa, si stavano collegando per l'incontro è iniziata l’aggressione: “Abbiamo sentito delle voci in sottofondo che si sono fatte sempre più pressanti, poco dopo è partita la base di Faccetta nera, e gli insulti"

Insulti, minacce, svastiche, inni al “duce”. Un vero e proprio attacco in stile squadrista durante un convegno del Pd di Trapani su Zoom. Alle 21 di venerdì 4 dicembre ha avuto inizio l’incontro in streaming del circolo “Base riformista”, su “Sanità, Economia e Legalità”. Pochi minuti per l’ingresso degli ospiti, 80 persone circa, ed è iniziata l’aggressione online: “Abbiamo sentito delle voci in sottofondo che si sono fatte sempre più pressanti, poco dopo è partita la base di Faccetta nera, e gli insulti: c’hanno detto di tutto, dalle bestemmie, a comunisti di m…, mentre nei commenti sfilavano svastiche”, racconta Marco Guerriero componente della segreteria regionale Pd. “Alcuni erano nascosti, altri erano visibili, ma incappucciati e col volto coperto da bandana – racconta anche Carmelo Miceli, deputato palermitano del Pd, e responsabile sicurezza, ospite del convegno – uno di loro ha mostrato a un certo punto pure un martello”. “Ci dicevano perfino che avevano hackerato i nostri conti e che eravamo fottuti”, aggiunge, Guerriero. Pochi minuti di delirio pubblicati online dal circolo di Trapani, poi la presidente provinciale del Pd trapanese, Valentina Villabuona, ha chiuso la diretta, per riaprirla su un altro link: “Sono episodi che non bisogna sottovalutare, nel nostro caso è stato un attacco virtuale, in altri casi i circoli del Partito democratico sono stati devastati e tutto questo non ci può lasciare indifferenti, soprattutto se accade in una provincia dove da tempo denunciamo episodi preoccupanti”, ha sottolineato Villabuona.

Un precedente virtuale c’era già stato lo scorso 6 novembre, durante un’altra iniziativa, sempre su zoom, in quell’occasione organizzata dal circolo Centro storico del Pd di Palermo. “Stiamo scrivendo la denuncia”, assicura Miceli. Che insiste: “Un attacco fascista in piena regola. Un atto squadrista, premeditato e violento, che spero riceverà la pubblica condanna da tutti i partiti politici. Agli organizzatori e ai partecipanti all’evento la mia più grande solidarietà e l’invito ad andare avanti senza farsi intimorire. Se saremo uniti, nessuno riuscirà a fermare la democrazia”. Mentre Villabuona si rivolge direttamente alla Lega: “Prenda le distanze. Chiediamo una presa di posizione netta a tutti gli esponenti della Lega ad iniziare da quelli locali, perché siamo convinti che la politica deve avere un fine comune e chi con gesti e parole si dichiara fascista e prova ad interrompere un dibattito non può essere interlocutore politico di nessuno, perché il fascismo è un crimine non un’opinione”. Un invito alla condanna del gesto esteso a tutti: “I partiti condannino l’aggressione fascista a Trapani”, aggiunge Miceli.

“Un’azione squallida, un gesto vile e vigliacco. Una parola riassume tutto ciò: fascisti! Vicinanza e supporto a tutti gli iscritti del Pd di Trapani vittime dell’attacco squadrista che ha interrotto una riunione di partito. Continuiamo a lavorare e denunciamo tutto”, ha aggiunto il segretario regionale dei democratici, Anthony Barbagallo. “Solidarietà a Valentina Villabuona e ai dirigenti della corrente del Pd di” Base Riformista”, da parte della Cgil.

Solidarietà anche dall’Udc: “Chi inneggia al duce o si rifà al peggior sovranismo con epiteti indicibili va condannato senza se e senza ma”, così hanno sottolineato in una nota Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana e il coordinatore provinciale Fabio Bongiovanni. “Non è la prima volta, nel recente passato, che in provincia di Trapani si verificano simili episodi, che sovente si sono caratterizzati anche per la violenza fisica – prosegue la nota -. Auspichiamo che, stavolta, come già avvenuto nell’individuazione dei responsabili di altri casi, sia la Polizia postale a fare luce sull’accaduto”.