Cronaca

I medici cubani che aiutarono l’Italia durante il coronavirus sono stati candidati per il Nobel per la Pace

Da marzo a maggio operarono a Crema, aiutando nell'ospedale da campo per i malati Covid. Il contingente per le emergenze ed epidemie fu voluto dal Fidel Castro e fondato nel 2005. La sindaca: "Orgoglio e affetto"

Erano arrivati in Italia il 22 marzo, nel pieno della pandemia da coronavirus che aveva messo in ginocchio il Paese, e precisamente a Crema (Cremona), in Lombardia, per aiutare nell’ospedale da campo messo in piedi nel parcheggio dell’ospedale. I medici del contingente cubano “Henry Reeve” hanno operato in Italia fino a maggio, quando l’emergenza sanitaria è rientrata. Dopo quattordici giorni di quarantena e il tampone negativo, erano ripartiti per Cuba a inizio giugno. Ora, il governo di Cuba ha ufficializzato la candidatura dei medici al Premio Nobel per la Pace.

L’annuncio è stato fatto via Twitter dal presidente Miguel Díaz-Canel, che ha spiegato che il Consiglio mondiale per la Pace ha sostenuto formalmente la candidatura sottolineando “le grandi sfide del Covid-19 e il ruolo essenziale della solidarietà di fronte a questa emergenza”. La richiesta è già stata inviata al Comitato norvegese per il Nobel, sostenuta dalle firme dei comitati nazionali per la pace di circa 100 Paesi del mondo. Il contingente di medici specializzati in situazioni di disastri e gravi epidemie “Henry Reeve” fu costituito il 19 settembre del 2005, voluto da Fidel Castro, che allora portò aiuto agli Stati Uniti colpiti dall’uragano Katrina. Secondo i media, Cuba ha inviato finora oltre 3.700 collaboratori, raccolti in 46 brigate, in 39 Paesi e territori colpiti dal Covid-19.

La candidatura al Premio Nobel è stata accolta con entusiasmo dalla sindaca di Crema Stefania Bonaldi: «Difficile esprimere la gioia, la commozione, l’orgoglio, la riconoscenza e lo straordinario affetto che proviamo per i nostri Hermanos De Cuba», ha scritto in un post su Facebook.