Scuola

Primo giorno di scuola a Vo’ Euganeo, Sergio Mattarella e Azzolina nel paese simbolo. Il sindaco. “Il paese si è rimboccato le maniche”

Alla cerimonia con Mattarella, sotto una grande struttura montata in cortile, saranno ammesse 350 persone, tra cui 200 del mondo della scuola. In piazza, invece, i posti saranno 150, in particolare cittadini colpiti dal virus, persone che hanno perso un parente a causa del Covid o che sono stati in prima linea durante l'emergenza

VO’Tecnologia, didattica e tricolore. Vo’, il paese di tremila anime che alla fine di febbraio è stato chiuso per Covid, dopo il primo decesso di un pensionato in ospedale, è pronto ad accogliere il presidente della Repubblica, che il 14 settembre inaugura l’anno scolastico in diretta televisiva. Il tricolore tappezza le strade e le case del paese. La tecnologia, al servizio della didattica, è presente all’interno dell’istituto comprensivo Guido Negri che, assieme a Piazza Liberazione, sarà visitato da Sergio Mattarella. All’interno della scuola è stata installata la Parete delle creatività, un pannello da 7 metri quadrati che ha come sfondo il paesaggio dei Colli Euganei, con cinque postazioni in grado di fornire (attraverso schede elettroniche) un’interazione diversa, con suoni e immagini. Sulla tecnologia il preside Alfonso D’Ambrosio aveva puntato prima della pandemia, non a caso le scuole di Lozzo sono state tra le prime in Italia a garantire le lezioni a distanza. E così quando fu dato l’ordine di isolare il paese, per circoscrivere il primo, pericolosissimo focolaio, la scuola non si era fatta trovare impreparata.

Il presidente, accompagnato dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, potrà vedere anche il sanificatore regalato da un’azienda vicentina, un nebulizzatore portatile che in appena 2 minuti riesce a eliminare il 99 per cento di virus e batteri dall’atrio dell’istituto, che ha una superficie di 300 metri quadrati. E sarà accolto all’ingresso dal robot Nao, che lo inviterà a sanificarsi le mani e a seguire le altre norme igieniche. Le prove generali sono state fatte il 10 settembre, quando la scuola ha aperto in anticipo sul calendario, accogliendo 250 studenti, tra alunni delle elementari e allievi delle medie.

Alla cerimonia con Mattarella, sotto una grande struttura montata in cortile, saranno ammesse 350 persone, tra cui 200 del mondo della scuola. In piazza, invece, i posti saranno 150, in particolare cittadini colpiti dal virus, persone che hanno perso un parente a causa del Covid o che sono stati in prima linea durante l’emergenza. Tra di loro ci sarà anche Michela Beggiato, dipendente di Poste Italiane che durante il lockdown, assieme a Giancarlo Tosato e Sandra Bernardi, ha sostituto i colleghi titolari che abitano fuori Vo’ e non potevano raggiungere il posto di lavoro.

L’arrivo di Mattarella in Veneto è previsto in aereo, poi il trasferimento in auto a Vo’. Troverà ad accoglierlo il sindaco Giuliano Martini, il farmacista del paese. “Non ci andava di passare per untori, anche perché non lo eravamo. Il Covid ce l’ha portato qualcuno da fuori… E così quel 21 febbraio ci siamo rimboccati le maniche. A me hanno insegnato che se vuoi risolvere un problema, devi darti da fare. Lo abbiamo fatto. Tutti assieme. E adesso il presidente Mattarella viene a riconoscercelo”. Con queste parole il sindaco ricorda le due settimane in cui il paese è rimasto isolato dal resto d’Italia. Una zona rossa assoluta, con dodici posti di blocco. E così Vo’ è diventato un caso unico di isolamento collettivo: “Abbiamo dovuto provvedere ai rifornimenti di cibo e medicinali per tremila persone. In quei giorni il municipio, i supermercati e la farmacia sono stati i tre punti fermi per tutta la comunità”. Ma Vo’ è stato anche un grande laboratorio di studio e prevenzione sanitaria. Per tre volte sono stati fatti i tamponi alla popolazione, che si è prestata con disciplina ai prelievi. Il professor Andrea Crisanti, della clinica universitaria di Padova, ha scritto un saggio scientifico, dimostrando come il virus fosse presente ben prima del 21 febbraio. “Chiudendo tutto abbiamo salvato decine di vite umane. – ricorda il sindaco – Abbiamo avuto tre decessi, ma ci è stato detto che le proiezioni indicavano dai 35 ai 120 possibili morti solo tra i cittadini di Vo’”. Sarebbero stati ancora molti di più se la diffusione avesse raggiunto i centri vicini della provincia di Padova e del Veneto.