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Vanessa Incontrada a FqMagazine: “Nella vita precedente ero un maschio, un guerriero. La mia miglior arma di difesa è la pazienza”

L'attrice e conduttrice dei “Seat Music Awards” a IlFattoQuotidiano.it racconta dei suoi prossimi progetti tra cinema e tv, del suo sogno nel cassetto che la porta a Los Angeles, della sua esperienza ad “Amici” e del lockdown, durante il quale ha scoperto di saper fare un ragù perfetto

Bella, brava, solare, sorridente e amatissima dalle donne, una qualità quest’ultima assai rara. Vanessa Incontrada è un po’ il re Mida della tv, le sue fiction Rai hanno sempre un grande successo, quando è ospite nei talk l’audience si impenna, l’affetto del pubblico se l’è conquistato con tenacia, pazienza e soprattutto senza sgomitare. L’attrice e conduttrice dei “Seat Music Awards” a IlFattoQuotidiano.it si racconta tra lavoro e privato, citando anche il Conte di Montecristo.

I Seat Music Awards si sono accesi, ma per la prima volta con un pubblico ridotto e tutte le misure di sicurezza anti Covid-19. Che impressione hai avuto nel backstage e sul palco?
Personalmente avrei tenuto l’Arena di Verona vuota perché così, riempita parzialmente, naturalmente non ha lo stesso impatto di come sarebbe con 12mila persone. Però è stato importante che ci fosse un po’ di pubblico per dare un messaggio importante, ossia la voglia di ricominciare dopo il lockdown. Una partenza che vuol dire musica, concerti e spensieratezza. Gli anni scorsi quando arrivavamo sul palco, con Carlo Conti, sentivamo la botta di adrenalina pazzesca per il calore del pubblico. Stavolta abbiamo dato spazio alle emozioni. Anche gli artisti che sono arrivati li abbiamo visti emozionati molto più di altre volte, anche per il rispetto verso tutto quello che è successo in questi mesi difficili. Insomma abbiamo tutti voglia di ricominciare anche se il futuro è davvero una incognita e non si capisce bene cosa succederà.

Nella prima sera con ospite Fiorella Mannoia avete rivelato che vi siete commosse, che è successo?
A ’20 anni che siamo italiani’ con Gigi D’Alessio abbiamo avuto tanti ospiti con i quali abbiamo condiviso qualcosa di importante. Nel caso di Fiorella ho condiviso con lei una canzone che amo moltissimo ed è ‘Il peso del coraggio‘. Al termine della esibizione la botta di emozioni è stata talmente forte che siamo ‘crollate’ abbracciandoci dietro le quinte. Un momento bellissimo di commozione.

A proposito hai incontrato Amadeus ai Music Awards: è l’anno giusto per condurlo?
Ho sempre detto: se deve arrivare, arriverà e quando arriverà mi vedrete.

Qual è il tuo prossimo impegno lavorativo?
Questo mese sarò sul set di “Ostaggi” della regista esordiente Eleonora Ivone con Gianmarco Tognazzi e Francesco Pannofino. Sarò una ex prostituta tra i cinque ostaggi, appunto, in un panificio. Non posso dire altro.

E la tv?
A marzo girerò una fiction d’amore in cinque puntate per la Rai, dopo aver terminato il tour teatrale ‘Scusa sono in riunione, ti posso disturbare?‘ di Gabriele Pignotta che si è interrotto a causa del Covid-19 e che riprenderemo per tre settimane al Teatro Manzoni di Milano dall’11 dicembre. Sempre se tutto andrà bene e se la situazione generale dovesse consentirlo. Insomma devo dire che per fortuna per un paio di anni con il lavoro sono a posto (ride, ndr).

In questi giorni su Canale 5 ci sono le repliche di “Zelig”, che hai condotto dal 2004 al 2010. Cosa hai pensato quando ti sei rivista?
Che look vecchio! Per non parlare della pettinatura, dei vestiti e delle scarpe. Ma la moda cambia velocemente, giusto così. Al di là di questo, ho notato il grande amore e anche la stima che c’era tra me e Bisio. Una cosa davvero speciale a cui ripensi negli anni e ti chiedi se ancora oggi, dovessimo fare qualcosa assieme, sarebbe lo stesso. Con lui i rapporti personali sono rimasti intatti e in questi anni non abbiamo mai smesso di sentirci.

E pensi sia rimasta intatta quell’alchimia professionale?
Ne ho avuto la prova durante uno speciale Zelig che è andato sul Web durante il lockdown. La scintilla quella artistica e professionale c’è ancora, è rimasta immutata. Siamo rimasti gli stessi ed è la prova che certe cose non si spiegano.

Com’è stato il tuo lockdown?
Vivo in campagna e anche io, come molti italiani, sono stata bombardata da tantissime notizie. Il mio manager è di Bergamo e ogni giorno mi raccontava tutto quello che accadeva in quella città. Terribile. Solo quando entri in contatto con chi è stato toccato dalla tragedia ti rendi conto realmente di quanto sia stata ed è tremenda la situazione. Però, ad un certo punto, ho iniziato a non ascoltare più notizie. Non perché non fossi interessata, anzi, ma perché non capivo più nulla addirittura da mettere in dubbio qualsiasi cosa.

Cosa hai imparato nel frattempo?
Per buttarla sul leggero ho imparato ad usare il Bimbi! Mi viene un ragù pazzesco è buonissimo, mi sono divertita proprio e passavo delle ore a sperimentare.

Durante il lockdown hai lavorato, come giudice ad “Amici”, com’è andata?
È stata una esperienza bellissima. Una edizione davvero strana e senza pubblico poi…

Una edizione però movimentata (per fortuna) anche da te e il vincitore del circuito di danza Javier. Ma cosa è successo?
Io ero dispiaciutissima per Javier! Il mio messaggio per lui era totalmente costruttivo ed era indirizzato alle emozioni e alla sua espressività. Però io ho capito perfettamente quello che i ragazzi stavano attraversando in quel momento dopo settimane di pressione, le notizie che arrivavano dall’esterno, non poter vedere i propri cari, le esibizioni in studio senza pubblico. Era proprio inevitabile che, a volte, sbottassero. Può succedere. Però credo anche che sia fondamentale di tanto in tanto ritornare alla realtà e con i piedi per terra. Detto questo, io ero libera di poter dire quello che volevo e se in quel momento preferivo Nicolai a Javier. Mi è dispiaciuto comunque perché è sembrato che ce l’avessi con lui, ma non era così. Era solo libertà di giudizio.

A proposito di giovani talenti, sbarchi il lunario a Milano nel 1996, com’era allora Vanessa?
Mamma mia avevo vent’anni! Ero sicuramente diversa, la mia voce lo era! Durante ’20 anni che siamo italiani’ è venuto ospite Marzullo e abbiamo fatto rivedere una nostra intervista del 1998. Oltre alla voce, ero completamente diversa, molto giovane con pochissima esperienza con la voglia di imparare, non di arrivare. Non sono mai stata ambiziosa, ho solo sempre avuto tanta voglia di imparare perché sono una persona molto curiosa. Nella mia vita non ho mai detto ‘pur di arrivare a quello, faccio qualsiasi cosa’, la mia filosofia è stata ‘io ci provo se va bene bene, se no pazienza’.

Cosa hai preso dai tuoi genitori Filippo e Alicia Soler?
Mio padre è sempre stato uno spirito libero, un filosofo. Mia madre è la persona più forte e solare che conosca e ha sempre affrontato la vita a testa alta con orgoglio, anche quando ha dovuto attraversare momenti difficili. Ed è successo varie volte. Io l’ho sempre vista con ammirazione perché andava avanti, non c’era nulla che la poteva fermare. Mio padre invece è un uomo che dà pace ed ha una sensibilità spiccata. Le mie amiche sono pazze di lui.

In che senso?
È il loro confidente, dà loro consigli e io stessa, se c’è una mia amica che ha problemi, le dico di andare da mio padre (ride, ndr).

Come ti definiresti?
Dentro son un maschio. In una vita precedente lo ero.

Che tipo di uomo sei stata?
Tosto, un guerriero. Mi lancio sempre in un progetto in cui credo moltissimo, combatto per i valori e per quelle che, secondo me, sono giuste cause.

Come quella in difesa delle donne, il tuo monologo “La perfezione non esiste” è piaciuto a tutti…
Lo sai perché? Perché milioni di donne e uomini stavano aspettando di liberarsi di un peso enorme. Il concetto è che noi tutti, donne, uomini, bambini siamo stati oggetti di discriminazioni e per qualsiasi cosa. Vedi anche quello che sta succedendo alla modella di Gucci Armine Harutyunyan, oggetto di qualsiasi tipo di discriminazione. Io ho solo fatto da tramite, in quel momento, per far passare questo messaggio.

Da dove viene la tua forza per non lasciarti travolgere da questo genere di attacchi?
Le persone che mi sono vicino e mi vogliono bene, ma non parlerei di forza piuttosto di tempo e di pazienza, tanta pazienza. Lo diceva anche il Conte di Montecristo: è la pazienza la vera arma vincente.

Lo sei sempre stata?
Ah no, no! Da giovane ero istintiva, lo sono anche oggi, ma stavolta conto prima di parlare.

Come vedi le nuove generazioni, sei preoccupata per tuo figlio Isal?
Le preoccupazioni di noi genitori sono le stesse da anni. È solo cambiata la tecnologia ma noi ci auguriamo sempre che i nostri figli abbiano buoni amici, abbiano le giuste frequentazioni, studino, non si droghino e non si perdano in scemenze.

Poi arriverà l’adolescenza…
Ma io all’adolescenza di Isal non penso perché guardo al presente, all’oggi e nemmeno al passato. Quando arriverà il momento arriverà. Vedremo cosa vorrà fare e decideremo insieme.

C’è ancora qualcosa che vorresti fare?
Vorrei andare alla cerimonia degli Oscar, solo per vederla! C’è il mondo del cinema e gli attori che amo di più.

Per quale attore o attrice faresti follie?
Senza dubbio Julia Roberts!

(Foto di Cosimo Buccolieri)