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Stati Uniti, il tramonto dei Kennedy: fuori dal Congresso per la prima volta dal ’47. Il nipote di Bob sconfitto dal candidato di Ocasio

Joseph Patrick Kennedy III, nipote di Bob Kennedy e pronipote di Jfk, è diventato il primo esponente della famoso clan politico americano a perdere nel feudo di famiglia del Massachusetts, nelle primarie per un seggio al Senato. A batterlo il 74enne senatore uscente Edward Markey, da 44 anni a Capitol Hill, di cui sette nel ramo alto del parlamento. La storica famiglia della politica americana fuori da Capitol Hill per la prima volta da 73 anni (a parte una piccola parentesi di un biennio)

Dal gennaio del 2021 i Kennedy saranno fuori dal Congresso: a parte una piccola parentesi di due anni, non succedeva dal 1947. Joseph Patrick Kennedy III, nipote di Bob Kennedy e pronipote di Jfk, è diventato il primo esponente della famoso clan politico americano a perdere nel feudo di famiglia del Massachusetts, nelle primarie per un seggio al Senato. Deputato dem di 39 anni, Kennedy junior è stato sbaragliato con una decina di punti di distacco da un veterano progressista del partito, il 74enne senatore uscente Edward Markey, da 44 anni a Capitol Hill, di cui sette nel ramo alto del parlamento. Una sconfitta che potrebbe segnare il tramonto di una famiglia paragonata negli Stati Uniti a una famiglia reale. E dire che nel 2012 Joe era divenuto il primo Kennedy della sua generazione ad ottenere un seggio in politica. Da allora era considerato uno degli astri nascenti del partito, tanto che, come ricorda l’Ansa, nel 2018 gli fu affidata la replica al discorso sullo stato dell’Unione del presidente Donald Trump.

Il giovane Kennedy ha riconosciuto subito la sconfitta e si è congratulato con il rivale, al termine di un duello fratricida, dato che i due hanno posizioni liberal molto vicine. Per marcare le differenze, aveva dovuto rinfacciare a Markey il suo voto a favore della guerra in Iraq e quello contro i bus anti segregazione, assicurando di essere più vicino di lui alle famiglie modeste e alle minoranze. “Il mio nome e la mia famiglia non c’entrano, nella scheda ci sono solo io”, si era schermito. Il senatore si era presentato invece come un candidato anti establishment e aveva insistito sulle proprie umili origini come figlio di un lattaio, sulle sue battaglie liberal. A fare la differenza sono stati i due schieramenti in campo, specchio di una lotta interna al partito che potrebbe deflagrare dopo le elezioni. Da un lato l’establishment, con a capo la speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha sostenuto Kennedy. Dall’altro i progressisti, che hanno appoggiato Markey: da Elizabeth Warren ad Alexandria Ocasio-Cortez, che ha firmato insieme a lui il Green New Deal ecologista e che nel 2024 potrebbe candidarsi alla Casa Bianca.