Cronaca

Mamma e figlio scomparsi in Sicilia, si indaga su 2 fronti: nessun riscontro da segnalazioni. La cognata: “Non aveva problemi in famiglia”

Continuano le ricerche di Viviana Parisi, di 43 anni, e il figlio Gioele, di 4 anni, spariti da lunedì lungo l'A20 Messina-Palermo. Le indagini si concentrano nella campagna attorno alla zona di Caronia mentre continua la verifica delle piste date da persone che hanno affermato di averli visti. L'appello della sorella del compagno: "Voglio dire a mia cognata di tornare, noi l’aspettiamo a braccia aperte"

Due fronti di ricerche ma ancora nessuna certezza. La task force lavora senza sosta da ormai cinque giorni, ma di Viviana Parisi, di 43 anni, e del figlio Gioele, di 4 anni, non c’è ancora traccia. I due sono scomparsi lunedì dopo un piccolo incidente lungo la Messina-Palermo, all’altezza di Caronia.

“Stiamo indagando coordinati dalla Procura, attenzionando due fronti per le indagini – ha spiegato ai cronisti il capo della squadra mobile di Messina, Antonio Sfameni – Nel primo caso stiamo focalizzando la nostra attenzione insieme alle altre forze dell’ordine su Caronia e i paesi limitrofi dove è stata trovata l’auto della donna e stiamo sentendo tutti i familiari, gli amici e i conoscenti anche per ricostruire possibili movimenti, eventuali moventi e il suo attuale quadro psicologico. Un altro fronte è quello dedicato alla verifica delle eventuali segnalazioni sulla presenza della donna e del bambino in diversi comuni”. Tutte le segnalazioni verificate fino ad oggi però non hanno avuto “riscontri oggettivi”. La polizia del commissariato di Taormina, tra le altre cose, ha indagato anche alla Guardia medica di Giardini Naxos dove era stata segnalata la presenza della donna, ma dalle immagini visionate si è esclusa questa ipotesi.

Alle ricerche stanno partecipando anche alcuni familiari e un gruppo di amici. Tra questi Mariella Mondello, sorella del compagno di Viviana, Daniele Mondello, anche lui dj piuttosto conosciuto della zona. “Mia cognata è in stato confusionale e vaga, non è stata rapita, non aveva problemi con mio fratello o con qualcuno della famiglia – assicura la cognata – Secondo noi lei è solo spaventata. Non è stata molto bene nel periodo dei lockdown, lo so perché è stata anche a casa mia ed ho visto che era molto spaventata e depressa”. Secondo la signora Mondello la 43enne era “terrorizzata per il Covid, soprattutto per Gioele”. “Ha cominciato a pregare, leggeva la Bibbia – aggiunge – Ha avuto una sorta di esaurimento come possono testimoniare parenti e vicini ed è stata anche portata una volta all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto”. E in effetti degli accessi al pronto soccorso in seguito a crisi di panico hanno avuto conferma anche gli inquirenti che stanno indagando sulla sparizione della donna e del bambino. Al momento il fascicolo aperto è per sequestro di persona, ma si tratta di un atto di ufficio perché non si escludono altre piste, compresa l’ipotesi dell’allontanamento volontario che al momento sembra quella più accreditata. Possibile anche che, abbandonata l’auto con un centinaio di euro dentro, Viviana e Gioele siano saliti su un’altra macchina di passaggio.

“Era molto instabile, passava da uno stato di euforia alla depressione e temiamo possa avere avuto uno shock dopo l’incidente – ha continuato Mondello – Non so perché si trovava a Caronia, mi aveva parlato qualche giorno prima della piramide della Luce di Fiumara D’arte di Motta d’Affermo, dicendo di volerci andare. Questo posto è vicino Caronia, ma non abbiamo avuto riscontro della sua presenza lì. Invece le segnalazioni della sua presenza con il bambino alla villa e al parco giochi che ci sono venute da Giardini Naxos, ci sembrano attendibili (verificate però non hanno dato riscontro ndr.). Forse è arrivata là con un treno o un passaggio. Un ragazzo che ci ha contattato ha detto dei particolari sul taglio dei capelli di mio nipote e sulle sue scarpe che solo chi lo ha visto poteva sapere”. L’appello che segue è simile a quello lanciato mercoledì sera dal compagno di Viviana: “Siamo fiduciosi di riabbracciarla e voglio dire a mia cognata di tornare, noi l’aspettiamo a braccia aperte e le vogliamo tutti bene”.