Cronaca

Mamma e figlio scomparsi in Sicilia, ecco cosa sappiamo finora. Quattro giorni di ricerche senza risultati: le ipotesi degli inquirenti

La procura di Patti ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, ma si tratta in realtà di un atto di ufficio. Intanto si segue la pista dell'allontanamento volontario, oltre alla possibilità che la donna sia salita su un'altra auto dopo l'incidente avvenuto lungo l'autostrada Messina-Palermo

Sono tanti gli interrogativi sulla scomparsa di Viviana Parisi, di 43 anni, e del figlio Gioele, di 4 anni. Una sparizione avvenuta lunedì dopo un piccolo incidente lungo l’autostrada Messina-Palermo, all’altezza di Caronia, che è al momento un vero e proprio grattacapo per gli inquirenti. Sono pochi i passi avanti fatti in questi giorni, nonostante il grande dispiegamento di forze – 70 uomini, tre unità cinofile, droni ed elicotteri – per setacciare la zona in cui è stata vista per l’ultima volta.

Nelle ultime ore gli investigatori hanno passato al vaglio anche diverse segnalazioni, almeno 4, di persone che avrebbero visto Parisi assieme al figlio: a Patti, a Barcellona, a Letojanni e a Giardini-Naxos. Tutte località in direzione Catania, cioè in senso opposto alla direzione in cui stava viaggiando al momento dell’incidente. Finora si sono rivelate quasi tutte piste false. L’ultima segnalazione è stata fatta dal vicesindaco di Pedara, Francesco Laudani, paesino ai piedi dell’Etna, che il giorno della scomparsa era in escursione nelle colline sopra Barcellona Pozzo di Gotto, sulla costa tirrenica messinese. Laudani dopo avere letto le cronache di questi giorni ha riferito al commissariato barcellonese di un possibile avvistamento della donna e del bambino a Piano Margi, a cavallo tra i Monti Nebrodi e i Peloritani. Per questo la Prefettura di Messina ha autorizzato l’invio sul posto di un nucleo cinofilo, di una squadra dei Vigili del fuoco e personale del corpo forestale.

Proseguono comunque le ricerche nella zona di Caronia, all’altezza del punto sull’autostrada dove è avvenuto l’incidente della Opel grigia, l’auto sulla quale viaggiava Parisi prima di sparire nel nulla assieme al figlio. Le ipotesi sono ancora tutte al vaglio degli inquirenti. Una pista non esclusa è infatti che Parisi possa essere salita in un’altra auto in transito in quel momento. La procura di Patti ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, ma si tratta in realtà di un atto di ufficio: al momento l’ipotesi di un sequestro non è supportata da ulteriori elementi.

La task force delle forze dell’ordine, guidata dai Vigili del fuoco, che comprende uomini della forestale, della protezione civile e di tutte le forze dell’ordine ha finora battuto un’area di 80 ettari. Con droni muniti di sensori termici per il rilevamento di presenza umana, aiutati anche da unità cinofile. Due cani molecolari, un Border collie e un Labrador, dell’unità cinofila dei Vigili del fuoco di Ragusa, e specializzati nella ricerca di effluvi rilasciati da esseri umani. Al lavoro anche un Pastore tedesco della polizia di Stato di Messina, specializzato nella ricerca di tracce ematiche. Uno dei timori è infatti che la donna possa avere compiuto un gesto estremo. Le ricerche, tuttavia, non hanno ancora prodotto alcun risultato, della donna e del piccolo Gioele nel territorio finora controllato non c’è traccia. Si conta di cercare ancora fino ad arrivare ad un’area di almeno 400 ettari a meno di altri risvolti.

Lunedì mattina la donna dopo avere preparato un sugo per il pranzo ha detto al marito, Daniele Mondello, che sarebbe andata a Milazzo col piccolo per comprargli un paio di scarpe. La donna è partita da Venetico, paesino costiero tra Messina e Milazzo e ha imboccato l’autostrada da Milazzo in direzione Palermo. Ha fatto una deviazione, uscendo al casello di Sant’Agata di Militello, qui ha ritirato un biglietto di mancato pagamento, è poi rientrata in autostrada dopo venti minuti, riprendendo il percorso verso Palermo, al km117, intorno alle 11 del mattino, ha tamponato un furgone e poi il guardrail. Dopo l’incidente ha abbandonato l’auto, lasciando il portafogli, più di un centinaio di euro da poco prelevati e la patente. Il cellulare invece non lo aveva con sé: lo aveva lasciato a casa com’era solita fare da qualche tempo, questo ha riferito il marito, che, ascoltato in procura più volte, ha raccontato di uno stato depressivo della donna nel quale era piombata già da qualche tempo, forse aggravato dal periodo di lockdown.

Nella serata di mercoledì Mondello ha pubblicato un video messaggio, un appello alla moglie perché faccia ritorno a casa. “Ciao, Viviana, ascoltami bene, torna a casa, non c’è nessun problema, hai fatto solo un piccolo incidente. Non ti succede niente, né a te, né al bambino, né a me, stai tranquilla, ti aspettiamo tutti. A braccia aperte. Ti prego, non puoi stare tutti questi giorni fuori, senza soldi, senza niente. Ti aspetto. Ti amo. Mi mancate tantissimo…”.

“Ci sono momenti nella vita in cui ci smarriamo in cui abbiamo bisogno di stare un po’ soli, la solitudine è anche un modo di crescere e meditare, fa funzionare il nostro cervello”, sono le parole con cui Viviana si rivolge in un video ai suoi fan, l’ultimo pubblicato sulla propria pagina Facebook. La 43enne scomparsa lunedì è infatti una dj nota nell’ambiente dell’Hardstyle, sottogenere della musica elettronica. Il suo nome d’arte è Express Viviana. Nata a Torino, si era trasferita da qualche anno in Sicilia. Assieme al marito, Daniele Mondello, aveva appena realizzato un nuovo brano dal titolo “Next Level”. E sono tanti i video e i post che sul suo profilo e su quello del marito raccontano di un momento di difficoltà della dj. Per questo una delle piste – finora la più accreditata – seguite dalla procura è che la donna abbia imboccato l’autostrada in stato confusionale poi ulteriormente aggravato dal tamponamento, e che, sempre in preda alla confusione si sia allontanata volontariamente nella campagna circostante. I testimoni finora sentiti in procura hanno raccontato di altre persone presenti al momento dell’incidente, non ancora identificati. Queste avrebbero raccontato di aver visto la donna scavalcare il guardrail in un punto in cui poteva addentrarsi nella vegetazione sotto l’autostrada. Una testimonianza non diretta, tuttavia. Per questo la Polstrada ieri ha diramato un appello perché si presentino in procura e riferiscano quanto hanno visto quel giorno.