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Da Acquedotto Pugliese sì a 9 progetti su 79 per l’acqua nelle contrade: in una c’è la villa del presidente della società. Amati (Pd): “Altri meno costosi e avrebbero raggiunto più case”

La scorsa estate il Consiglio regionale aveva approvato una legge per estendere la rete idrica negli agglomerati extraurbani. Ora arrivano i primi via libera per 1,8 milioni di euro di lavori, pagati con i soldi delle bollette. E tra i pareri positivi del gestore della rete spunta quello per portare l'acqua in una contrada di Fasano, dove tra resort e aziende agricole sorge la villa del presidente Simeone Di Cagno Abbrescia. Il consigliere dem, 'padre' dell'iniziativa legislativa: "Tra i rimandati alcuni hanno potenzialmente introiti più alti per la società perché coprirebbero maggiori utenze". La società: "Seguite linee guida"

Settantanove progetti presentati per estendere la rete e portare l’acqua nelle contrade, nove via libera, compreso quello per i lavori nelle campagne dove sorge la villa del presidente dell’Acquedotto Pugliese, i cui tecnici hanno contribuito alla scelta con il loro parere. Un particolare che non è sfuggito a chi aveva ideato, proposto e fatto approvare la legge regionale che sta permettendo alla Puglia di far arrivare la rete idrica in diverse aree esterne ai centri urbani: “Quell’intervento ha bisogno di maggiori investimenti e serve meno utenze di altri che sono stati bocciati”, dice il consigliere di maggioranza Fabiano Amati, sfidante di Michele Emiliano alle primarie per la scelta del candidato governatore, riferendosi ai lavori che faranno arrivare le tubature in contrada Coccaro, a Fasano, nel Brindisino, dove ha una proprietà il presidente di Aqp, Simeone Di Cagno Abbrescia, ex sindaco di centrodestra di Bari scelto alla guida della società proprio dall’attuale presidente della Puglia.

Un intervento, difeso da Acquedotto Pugliese nel merito, che sarà finanziato attraverso i “proventi tariffari”, come spiega la delibera. In sostanza con i soldi delle bollette pagate dai cittadini. E quei lavori nelle campagne fasanesi si faranno, visto che lunedì l’Autorità idrica pugliese, ente che rappresenta i Comuni ed è deputata all’organizzazione del servizio idrico integrato sulla base di criteri di efficienza ed economicità, ha dato il via libera a 9 delle 79 proposte arrivate dai comuni pugliesi, basandosi anche sui pareri tecnici forniti da Acquedotto Pugliese. I nuovi allacci alla rete sono uno dei primi frutti di una legge votata all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia nell’estate 2019: “Ci sono tanti agglomerati lontani dei centri abitati, quindi tagliati fuori dal servizio idrico integrato. Anche loro hanno diritto ad avere acqua e fogna. Con quella legge si è deciso di ampliare la rete scegliendo gli interventi sulla base di criteri di sostenibilità economica”, spiega a Ilfattoquotidiano.it il consigliere dem Amati, ‘padre’ della normativa.

Ed è proprio lui adesso a far notare come tra i primi progetti approvati ci sia quello in contrada Coccaro, alle porte del paese al confine tra le province di Brindisi e Bari, dove sorge una villa di proprietà alla Saiga di Milano, storica immobiliare di famiglia di cui il presidente dell’Acquedotto Pugliese è amministratore unico. “L’acqua va data a tutti, certamente – dice Amati, che ora chiede al dg di Acquedotto Pugliese di dare il via libera a tutti i progetti esclusi – ma a cominciare dalle zone dove ci sono più cittadini che abitano e che si potrebbero raggiungere con condotte più corte”. Il Comune di Fasano aveva avanzato 7 proposte, ma le altre sei sono state respinte, almeno per il momento: “Tutti i rinviati a un successivo esame – spiega il consigliere dem – hanno generalmente minori costi, per via di minori lunghezze da coprire per raggiungere gli agglomerati, e potenzialmente introiti più alti per Acquedotto Pugliese perché coprirebbero maggiori utenze”.

L’intervento in contrada Coccaro costerà 313mila euro degli 1,8 milioni totali che verranno impegnati per i 9 progetti. Si tratta del terzo più costoso dopo gli interventi in contrada Cozzana, a Monopoli, e contrada San Giacomo, a Noci, che avranno un costo rispettivamente di 470mila e 345mila euro. Nel parere che ha portato alla scelta di contrada Coccaro si ricorda che l’area è “caratterizzata dalla presenza di insediamenti produttivi di notevole interesse per l’economia locale”. È lì infatti che sorgono due importanti strutture ricettive, masseria Maizza e Torre Coccaro, meta di vacanze di star mondiali come la cantante Madonna e matrimoni bollywoodiani.

“Quell’intervento ha bisogno di maggiore investimenti e potenzialmente serve meno utenze di altri bocciati – spiega ancora Amati entrando nel dettaglio – Uno degli altri sei proposti dal Comune di Fasano raggiungeva 100 utenze ed era di 3,7 km, ma con fogna già esistente. Altri ancora hanno pari lunghezza e raggiungono 60 utenze”. In tutti questi casi, quindi, ad avviso di Amati, “l’ammortamento dell’investimento sarebbe stato più rapido e l’intervento sarebbe stato più pregnante rispetto all’obiettivo della legge, che è quello di portare l’acqua nelle case delle persone”. Il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, interpellato da Ilfattoquotidiano.it, glissa: “Tra i rimandati c’erano interventi che avrebbero meritato la priorità? Non siamo noi a fare una valutazione tecnica, quella spetta ad Acquedotto Pugliese e all’Autorità idrica pugliese. Noi ci limitiamo a raccogliere le istanze che ci giungono da chi abita o ha aziende in zone non coperte e le inoltriamo”.

Chi invece prova a scacciare ogni ombra sulla scelta è proprio Acquedotto Pugliese, che precisa di aver espresso i pareri basandosi sulle linee guida: “Tutti i residenti e proprietari degli immobili – scrive l’azienda presieduta da Di Cagno Abbrescia, difendendo nel merito la valutazione tecnica – hanno provveduto più volte a sollecitare il sindaco di Fasano, l’Autorità Idrica Pugliese, il Settore Lavori Pubblici del Comune e Acquedotto Pugliese per procedere ad un estendimento” della rete idrica e fognaria. “È stata presentata una specifica petizione popolare volta a sensibilizzare le istituzioni coinvolte a dar corso alla richiesta – dice ancora Aqp in una nota – sul presupposto che, pur trattandosi di zone a prevalente destinazione agricola e turistica, le zone hanno avuto un rilevante sviluppo residenziale e turistico”.