Sport

Modena Volley, mille abbonamenti anche dopo l’addio di Zaytsev e Anderson. La presidente: “Atto d’amore dei tifosi, ma siamo alla frutta”

Catia Pedrini: "Interrompere la Superlega con due mesi di anticipo ha ridotto gli introiti. Qualche azienda ci ha richiesto i soldi, qualcuno una parte, alcuni nulla”. Questo ha provocato una voragine, ma la società è riuscita a pagare gli stipendi con i quaranta dipendenti. E ancora non si sa se si potrà assistere alle partite anche se è previsto un ampliamento del PalaPanini

“Mille abbonamenti al buio in dodici giorni, di cui trenta rinunciando agli sconti, sono un atto d’amore e di fede”. Così Catia Pedrini, presidente del Modena Volley, erede della gloriosa Panini Modena e detentrice di dodici scudetti, commenta una notizia positiva nel quadro non roseo dello sport che cerca di ripartire. Malgrado la spinta arrivata dai sostenitori, però, si dice stanca: “Siamo alla frutta – spiega a ilfattoquotidiano.it –. Se si presentasse qualcuno che volesse rilevare la società tenendo i dipendenti, sono pronta ad andarmene”. I tifosi di Modena, intanto, hanno fatto sentire la loro vicinanza ai colori gialloblù. Senza sapere se alla prossima stagione potranno sedersi nel PalaPanini (il “tempio della pallavolo”), nonostante la partenza di star Ivan Zaytsev e dello statunitense Matt Anderson e di colonne come Salvatore Rossini e Max Holt, mille modenesi si sono messi in coda per sottoscrivere un abbonamento: “Lo scorso anno abbiamo stabilito un record, 3.600 abbonamenti (su 4.884 posti, ndr). Mai in dodici giorni avevamo fatto tante tessere come quest’anno – spiega –. So che il dato si assesterà e mi aspetto uno zoccolo duro di duemila abbonati”. Il resto si vedrà: “Se dovessimo giocare a porte chiuse, rimborseremo gli abbonati. Se invece si potrà aprire al pubblico, valuteremo in base alle disposizioni di rilanciare la campagna abbonamenti”. In ballo, poi, c’è un ampliamento dell’impianto che non è ancora cominciato.

Abbonamenti e biglietti sono importanti per le casse, ma molto dipende dalla proprietà e dagli sponsor. “Interrompere la Superlega con due mesi di anticipo ha ridotto gli introiti. Qualche azienda ci ha richiesto i soldi, qualcuno una parte, alcuni nulla”. Questo ha provocato una voragine, ma la società è riuscita a pagare gli stipendi con i quaranta dipendenti. Il primo giugno durante una conferenza stampa Catia Pedrini ha lanciato un’ipotesi: “A chi si chiede come sia possibile che Modena è l’unica società senza uno sponsor come la Civitanova, Trento, Perugia o Piacenza, rispondo che qua c’è un’imbecille, che sono io, che come persona fisica si è presa delle responsabilità sociali di portare avanti questa società per il suo popolo e garantire al Modena Volley una continuità che va avanti da sessanta anni”, aveva tuonato. Non bastano mecenati, ci vogliono modelli, sostiene lei: “Otto anni fa mi sono buttata con la convinzione che il mio passato imprenditoriale potesse portare un’organizzazione aziendale, ma ora sono stanca, anche eticamente, perché si sente la responsabilità di dare soddisfazioni alla gente in modo corretto”. Dalle amministrazioni si aspetta un po’ di “moral suasion” e dalle imprese emiliane un sostegno di valore: “Dovrebbero valutare la valenza di supportare il popolo del volley”, prosegue. La sua è “una provocazione per smuovere istituzioni e imprenditori di fronte una fetta importante della società che chiede qualcosa in più del pane. Sarebbe il momento di dare delle risposte, a partire dal governo – attacca –. Se si esclude il bailamme intorno al calcio, per ovvie ragioni economiche, non è stato fatto nulla. Si potevano pensare detrazioni fiscali per le sponsorizzazioni, anche se a volte sono usate male”. Modena, ribadisce, ha “i conti in ordine e trasparenti, cosa non comune. Ad oggi, invece, la Legavolley non ha ancora deliberato l’obbligo del deposito dei contratti e degli F24”.

Nel frattempo, di fronte all’impossibilità di mantenere un monte ingaggi corposo, molti giocatori hanno salutato Modena: “Con Zaytsev è stato un distacco difficile e doloroso. È stato il capitano, avrebbe voluto restare, ma i numeri contano. Ivan si augura di tornare, ma non so se l’anno prossimo potrò onorare il suo valore”. La squadra agli ordini di Andrea Giani sarà molto rimaneggiata. Restano il palleggiatore Micah Christenson e il centrale della nazionale italiana, Daniele Mazzone. “Avremo due ‘chiocce’, Dragan Stankovic e Nemanja Petric e un giovane di talento Daniele Lavia; da Trento è arrivato un fenomeno come Jenia Grebennikov e torna Luca Vettori, che è come se un figlio tornasse dall’Erasmus. Poi aggregheremo tre ragazzi dalle nostre giovanili”.