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Coca Cola annuncia lo stop alla pubblicità sui social: “Non fanno abbastanza contro il razzismo”. La replica di Facebook

“Investiamo miliardi di dollari ogni anno per mantenere la nostra comunità sicura e lavoriamo costantemente con esperti esterni per rivedere e aggiornare le nostre policy”, ha scritto la piattaforma di Mark Zuckerberg in una nota

Non c’è spazio per il razzismo nel mondo e non c’è spazio per il razzismo sui social media”. Con queste parole il presidente e Ceo di Coca-Cola James Quincey ha annunciato in una nota la decisione di sospendere tutte le campagne pubblicitarie dell’azienda sui social network, reclamando maggiore affidabilità e trasparenza. Coca Cola si unisce così al boicottaggio di Facebook, Instagram, YouTube, Twitter e delle altre piattaforme che in queste settimane sono finite nel mirino, accusati di non fare abbastanza per combattere la presenza di contenuti d’odio e razzisti nelle proprie piattaforme. Il gigante americano ha detto che fermerà tutte le sue pubblicità digitale almeno per un mese a partire dal primo luglio. Al boicottaggio, promosso dalla campagna Stop Hate for Profit, hanno già aderito altri colossi come Unilever,Verizon e Patagonia.

La replica di Facebook non si è fatta attendere:“Investiamo miliardi di dollari ogni anno per mantenere la nostra comunità sicura e lavoriamo costantemente con esperti esterni per rivedere e aggiornare le nostre policy”, ha scritto in una nota. “Ci siamo sottoposti a una audit sui diritti civili e abbiamo bandito 250 organizzazioni della supremazia bianca da Facebook e Instagram. Gli investimenti che abbiamo fatto in Intelligenza Artificiale – si legge nella nota – ci permettono di individuare quasi il 90% dei discorsi d’odio su cui interveniamo prima che gli utenti ce li segnalino, mentre un recente rapporto dell’Unione Europea ha rilevato che Facebook ha esaminato più segnalazioni di hate speech in 24 ore rispetto a Twitter e YouTube. Sappiamo di avere ancora molto lavoro da fare, e continueremo a collaborare con i gruppi per i diritti civili, il GARM e altri esperti per sviluppare ancora più strumenti, tecnologie e policy per continuare questa lotta”.