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Alessio Boni interpreta George Floyd negli ultimi attimi di vita ma il video fa discutere: “Di cattivo gusto”

Sta facendo discutere l’interpretazione fatta da Alessandro Boni degli ultimi istanti di vita di George Floyd, il 46enne afroamericano uscciso a Minneapolis da un agente di polizia bianco che gli ha tenuto il ginocchio premuto sul collo per quasi nove minuti. L’attore ha realizzato questo monologo in cui ripercorre quei terribili momenti che hanno scosso l’opinione pubblica di tutto il mondo, dando il via ad un’ondata di proteste contro il razzismo che da ormai oltre due settimane agita gli Stati Uniti.

Alessio Boni si cala completamente nei panni di Floyd, è lui che non riesce a respirare: rantola, supplica l’agente che gli tiene il ginocchio premuto sul collo fino a soffocarlo e conclude con la voce rotta. La scena è stata immortalata in un video che lo ritrae in primissimo piano, pubblicato dall’attore sui social. Subito si è scatenato il dibattito: molte le critiche e i commenti negativi di fan e addetti ai lavori che hanno giudicato la sua performance “di cattivo gusto” o addirittura tacciato l’attore di “egocentrismo”. “Ci sono molti modi meno esibizionisti e compiaciuti per onorare la morte di Floyd”, si legge infatti tra i commenti.

Ma c’è anche chi ringrazia Boni per questa idea: “Sono stata di nuovo male nel rivedere quella scena orribile, insopportabile, inaccettabile da un essere umano, se così può essere ancora definito dopo il cruento omicidio di cui si è reso autore”, scrive un’utente nei commenti di Facebook. E poi ancora: “Terribile solo a sentirlo simulato, ma nella realtà solo crudeltà”.