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Coronavirus, Spagna: via il requisito di merito e alzata la soglia del reddito per accedere alle borse di studio. I beneficiari raddoppieranno

La decisione del governo di Pedro Sanchez ha lo scopo di garantire l'accesso allo studio ai ragazzi che, a causa della pandemia, si troveranno in difficoltà economiche. I rappresentanti degli studenti: "Direzione positiva, adesso garantire gli aiuti prima dell'iscrizione e fare riferimento alla dichiarazione dei redditi 2020"

Il Governo spagnolo ha deciso di raddoppiare il numero di studenti universitari che potranno usufruire di una borsa di studio completa con la riforma strutturale del sistema di aiuti che ha presentato martedì e approvata sabato. Tra le principali novità che propongono i ministeri dell’Educazione e delle Università ci sarà infatti l’eliminazione dei requisiti accademici e la crescita delle soglie minime del reddito familiare che aveva stabilito l’ex ministro dei Popolari, José Ignacio Wert.

La media del 6,5 che da otto anni si esige per le borse di studio (grazie ai criteri di selezione introdotti dalla manovra Wert, che hanno tolto la borsa di studio anche a chi l’aveva precedentemente ottenuta) lascia 45mila studenti senza l’aiuto che toccherebbe loro se ad essere preso in considerazione fosse solo il reddito.

Queste nuove misure, insieme ad altre, sono state pensate per aumentare il numero di persone che beneficeranno della borsa di studio completa che, secondo l’esecutivo, passerà dagli 89.376 beneficiari attuali a 175.945. Nello specifico, il sostegno economico consiste nel pagamento delle tasse di immatricolazione più una quantità fissa di 1.600 euro annuali (e altri 1.500 euro per gli studenti che vivono fuori dal proprio luogo di residenza). L’idea del governo è che il provvedimento entri in vigore già dal prossimo anno con un incremento del 22% dell’investimento per le borse di studio: 1.900 milioni di euro che arriveranno a più di 600.000 studenti.

Il sistema contempla tre soglie entro le quali devono rientrare i redditi delle famiglie e che permettono di accedere a diversi aiuti. Solo la soglia 1, la più bassa, dà accesso a una borsa di studio completa, che include il pagamento della matricola, una quantità fissa e un’altra variabile.

A fine aprile 2020, sul sito del Creup (il Coordinamento dei Rappresentanti degli Studenti delle Università Pubbliche) si denunciava con una comunicazione ufficiale come, con l’inizio della crisi sanitaria derivata dal Covid-19, le famiglie con studenti universitari temessero per il proprio futuro. “Migliaia di studenti dovranno abbandonare l’università se non si modificano i criteri per accedere alle borse di studio e le tasse”, si legge nella nota del 28 aprile 2020.

Dopo la riforma presentata dal governo, gli studenti hanno dichiarato di aver “apprezzato le misure annunciate nel cambio dell’impostazione delle borse di studio – ha detto a Ilfattoquotidiano.it Laura Alcaide Sánchez, direttrice di Comunicazione del Creup – Si tratta di interventi che reclamiamo da quando sono stati cambiati i criteri di selezione. Le borse di studio sono la materializzazione del diritto all’educazione, devono essere un diritto soggettivo e non un premio al rendimento accademico. La modifica delle soglie e l’abbassamento dei requisiti accademici ci sembrano un buon punto di partenza”.

Martí Moreno, Presidente del Consiglio degli Studenti dell’università delle Isole Baleari, contattato da ilfattoquotidiano.it assume una posizione di “moderato ottimismo” riguardo alle riforme in questione. “Anche così ci saranno studenti che hanno bisogno di aiuto e rimarranno senza borsa di studio. Un altro cambiamento necessario è quello legato all’agevolazione del processo di pagamento della borsa di studio. Non si può aspettare di sapere qualcosa fino a dicembre e, se non si ottiene la borsa di studio, dover pagare la matricola a marzo”.

Dello stesso avviso anche la direttrice della comunicazione del Creup che precisa: “Siamo contenti che abbiano ascoltato le proposte che abbiamo fatto in questi anni, ma raccomandiamo anche cautela. Si tratta di un avanzamento positivo, ma senza la necessaria continuità non sarà sufficiente a far sì che le borse di studio siano un diritto soggettivo. Ci preoccupa molto come la situazione causata dalla pandemia possa avere ripercussioni sul diritto allo studio. Per fare richiesta per la borsa di studio si tiene in conto il reddito del 2019 che non riflette assolutamente la situazione attuale delle famiglie spagnole”.