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La grandine ‘a forma’ di coronavirus? “È un fenomeno atmosferico”

Hanno fatto parecchio strabuzzare gli occhi le foto provenienti dal Sud degli Stati Uniti e dal Messico con i celebri chicchi di grandine caduti dopo violente tempeste. Ma l'illusione di somiglianza ha una ragione ben precisa

Piove, virus ladro. E stavolta pure la grandine è a forma Sars Cov-2. Hanno fatto parecchio strabuzzare gli occhi le foto provenienti dal Sud degli Stati Uniti e dal Messico con i celebri chicchi di grandine caduti dopo violente tempeste. Al posto della solita regolare forma sferica i chicchi in questione, rimbalzati in ogni angolo di social, hanno tutte quelle protuberanze esterne che tanto ricordano l’iconografia del virus presente anche solo come sfondo dietro alle spalle degli anchorman dei telegiornali. Segno del destino o normale possibilità dovuta ai fenomeni atmosferici? La seconda, ovviamente. Tanto che diversi meteorologi hanno subito versato benzina sul fuoco, pardon sulla grandine. “Quando c’è una tormenta molto forte, la grandine che si forma inizialmente ha una forma sferica, ma sulla sua superficie si vanno ad accumulare strati di ghiaccio a partire da un primo ‘embrione’, con il rischio anche di caduta di chicchi decisamente grandi e pericolosi”, ha spiegato un importante meteorologo spagnolo. “Nelle tormente più forti, in cui la grandine ha già un diametro importante, lo scontro tra le sfere di ghiaccio fa sì che queste si uniscano in agglomerati più grandi che non avranno una forma semisferica, ma più simile a quella di una stella”. O se, si vuole, a quella dell’oramai infausto e celeberrimo Coronavirus.