Politica

Aldo Moro, il messaggio di Sergio Mattarella: “Sua morte è ferita insanabile. Il terrorismo sconfitto anche grazie all’unità degli italiani”

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio per la Giornata dedicata alle vittime del terrorismo, che cade nel giorno dell'anniversario del ritrovamento del corpo senza vita dello statista della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, 42 anni fa

“Il 9 maggio è il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto resterà una ferita insanabile nella nostra storia democratica. Respinta la minaccia terroristica, oggi ancor più sentiamo il dovere di liberare Moro e ogni altra vittima da un ricordo esclusivamente legato alle azioni criminali dei loro assassini”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio per la Giornata dedicata alle vittime del terrorismo, che cade nel giorno dell’anniversario del ritrovamento del corpo senza vita dello statista della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, 42 anni fa.

“Nel riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro e di tanti altri giusti che hanno pagato il prezzo della vita, ritroveremo anche talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro”, ammonisce il capo dello Stato. “Ed è giusto – prosegue il Colle – ricordare il coraggio di chi non si è piegato, di chi ha continuato a difendere la libertà conquistata, il diritto e la legalità, le istituzioni che presidiano la vita democratica. Il terrorismo è stato sconfitto grazie al sacrificio e alla rettitudine di molti, e grazie all’unità che il popolo italiano ha saputo esprimere in difesa dei valori più profondi della propria civiltà. La storia ci ha dimostrato che l’unità e la coesione degli italiani sono gli strumenti più efficaci di fronte ai pericoli più gravi”.

Poi Mattarella sottolinea come “nel tempo sono state accertate responsabilità dirette e indirette. Gli autori dei delitti sono stati sottoposti a processi e condanne. Ma non ovunque è stata fatta piena luce. La verità resta un diritto, oltre che un dovere per le istituzioni. Terrorismo ed eversione sono stati battuti con gli strumenti della democrazia e della Costituzione: la ricerca della verità, dunque, deve continuare laddove persistono lacune e punti oscuri. Ricordare è un dovere – conclude il Capo dello Stato -. Ricordare le strategie e le trame ordite per destabilizzare l’assetto costituzionale, le complicità e le deviazioni di soggetti infedeli negli apparati dello Stato, le debolezze di coloro che tardarono a prendere le distanze dalle degenerazioni ideologiche e dall’espandersi del clima di violenza“.