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Morto Davide Ciceri, il biker stroncato a 20 anni da un tumore. Aveva raccontato la sua battaglia sui social e nel libro “Dal settimo cielo al settimo piano”

Davide aveva 16 anni quando gli hanno trovato un tumore alle ossa. La gamba destra amputata. Il sogno di diventare un biker che sembra tramontare. L’esistenza che si attorciglia nelle budella e ti mostra solo terapie ospedaliere e dolore. Invece Davide ferma il nastro della morte così, con una naturalezza inaudita. Mette in pausa la tragedia e per quattro anni mostra una forza d’animo sconvolgente

Saper sorridere della vita. Sempre. Davide Ciceri è morto. Aveva 20 anni. La sua storia è un groppo di commozione che appare all’improvviso in gola e poi prorompe altrettanto all’improvviso in una franca e sincera risata. Davide aveva 16 anni quando gli hanno trovato un tumore alle ossa. La gamba destra amputata. Il sogno di diventare un biker che sembra tramontare. L’esistenza che si attorciglia nelle budella e ti mostra solo terapie ospedaliere e dolore. Invece Davide ferma il nastro della morte così, con una naturalezza inaudita. Mette in pausa la tragedia e per quattro anni mostra una forza d’animo sconvolgente. Prima di ogni altra cosa, sulla sua pagina Facebook ironizza sulla sua condizione di invalido. Nella foto del profilo al posto della gamba amputata ha un feroce squalo di gomma che gli fa da protesi fino a terra e dall’altra con i denti aguzzi si attacca al bacino.

Poi ecco un filmato su TikTok dove addirittura palleggia con la gamba che non c’è più in un numero di così alta teatralità che meriterebbe un premio per la creatività. E ancora: eccolo sulla moto da cross a saltare e correre ovunque, persino in mezzo alle fiamme, sugli sci e abbracciato a Rocco Siffredi (didascalia: “un santo che dopo tre anni ha deciso di donarmi una gamba”). Ecco allora di fronte al dramma che fai? Ridi. Forte questo ragazzo di Liscate, in provincia di Milano.

Uno che di fronte ad una tragedia che annienterebbe un toro si mette perfino a fare la camminata sui carboni ardenti come Mino Damato. Tante le cene di beneficenza sull’osteosarcoma poi, affollate come in discoteca da ragazzi e ragazze, e lui sempre lì a fare una piccola gag, un sorriso per la stampa. Anche una piccola polemica gentile, proprio di recente, in pieno Coronavirus, con i vip che fanno beneficenza per l’emergenza e Davide costretto per quel maledetto tumore a cure “di 30 anni prima” che spiega come sarebbe bello se questo anelito di generosità fosse sempre presente nella vita di tutti i giorni: “Se tutte queste donazioni venissero fatte con più frequenza e a diversi rami della medicina non si potrebbero ottenere ancora più soddisfazioni e risultati??”.

Infine c’è il libro Dal settimo cielo al settimo piano, una punta di ironia anche qui, di spirito da commediante, nello spiegare lo strapiombo emotivo di un adolescente che passa dai sogni di un futuro incredibile al reparto ospedaliero dove ti tolgono una gamba e ti riempiono di terapie anticancro. Chissà dov’è ora Davide. Di sicuro, ovunque si troverà, sarà lì a scherzare ancora una volta. Ironico. Lucido. Ragazzo.