Politica

Governo, il ministro Boccia: “Se viene meno l’appoggio di Renzi? Escludo categoricamente che Pd possa dare vita a esecutivo senza M5s”

Il titolare dem agli Affari regionali, intervistato sul Nove, ha escluso che ci siano manovre per esecutivi alternativi e che questi possano riguardare i democratici. Ha anche smentito che ci fossero due linee diverse per le riaperture: "E' anche fisiologico che quando si lavora in gruppo ci siano sensibilità diverse"

Al momento non è neppure un’ipotesi sul tavolo, ma tra i primi a escludere che il Pd possa anche solo pensare a un governo alternativo senza i 5 stelle c’è il ministro dem agli Affari regionali Francesco Boccia. Intervistato da “Accordi&Disaccordi” sul Nove, ha infatti dichiarato: “Se cade il governo perché manca l’appoggio di Matteo Renzi? Non è ipotizzabile ed escludo categoricamente che il Pd possa dare vita ad un altro governo senza il Movimento 5 stelle”.

Il riferimento è alla parvenza di ultimatum del leader di Italia viva giovedì 30 aprile in Senato: ha attaccato il premier, ma senza arrivare allo strappo definitivo. Tanto che, proprio oggi, intervistato da Radio 1 Rai ha detto: “Da Conte vedo segnali incoraggianti”. Secondo l’ex deputato M5s Alessandro Di Battista, l’ex premier “è frustrato, ma non stupido tanto da far cadere il governo”. E, ha scritto sempre in queste ore su Facebook, “sono altri uomini più potenti a brigare per un governo tecnico e puntare ai miliardi per la ricostruzione”.

Per quanto riguarda inoltre la fase 2, Boccia ha smentito che dentro il governo ci fossero due linee diverse sulle riaperture. “Però”, ha detto, “è anche fisiologico, quando si lavora in gruppo, avere sensibilità diverse. Poi è chiaro che ci sono ministri che hanno pressioni diverse, però non ci sono state due linee. La somma di queste pressioni ha spesso determinato dei confronti tra di noi, però la saggia prudenza del presidente del Consiglio ha tenuto insieme tutti”.

Il ministro ha infine affrontato il tema dello scontro con la presidente della Calabria Jole Santelli e ha parlato della sua decisione di aprire bar e ristoranti in contrasto con le direttive nazionali: “E’ il classico caso di una cosa fatta contro una misura nazionale chiara“, ha dichiarato. “Il governo ha detto che bar, ristoranti, parrucchieri hanno bisogno di linee guida e hanno bisogno di una valutazione ulteriore che faremo dal 4 al 17 maggio. Cosa succede se un bar apre e poi si ammala un lavoratore, uno chef, un cameriere?”.