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“Aveva abortito il figlio di Kennedy prima di suicidarsi”: le nuove rivelazioni sulla morte di Marylin Monroe

Lo racconta Fred Lawrence Guiles in una nuova biografia della diva intitolata Norma Jean – The Life of Marylin Monroe, in uscita il 28 aprile per Turner

Marylin Monroe prima di suicidarsi era stata spinta ad abortire. Lo racconta Fred Lawrence Guiles in una nuova biografia della diva intitolata Norma Jean – The Life of Marylin Monroe, in uscita il 28 aprile per Turner. L’attrice interprete di A qualcuno piace caldo e Niagara, morì da sola nel suo letto il 5 agosto del 1962 a 36 anni, quando si trovava all’apice di un successo planetario, anche se intimamente sofferto. Ancora oggi sappiamo che sulla sua morte non si è stabilita la totale verità. O meglio, la causa ufficiale è quella di una overdose da barbiturici.

Il mistero permane, anche perché Marylin, come forse anche le pietre sanno già, era amante dei fratelli Kennedy, Robert e John Fitzgerald. Guiles racconta però un dettaglio in più. Ed è un dettaglio sconvolgente: la Monroe avrebbe abortito un figlio qualche settimana prima di morire. Papà possibile? Uno dei due fratelli tra i politici più in vista del partito democratico dell’epoca. Probabilmente più Bob che John, quest’ultimo all’epoca presidente degli Stati Uniti mentre il fratello era ministro della giustizia. Guiles non svela il vero padre. E probabilmente nemmeno lo sa, ma delle anticipazioni pubblicate dal Daily Best viene spiegato che l’attrice sarebbe fuggita in gran segreto in una clinica per abortire un figlio indesiderato. Parliamo del 20 luglio 1962. Marylin sotto falso nome si fa registrare al Cedars Lebanon Hospital di Los Angeles.

Aborto che, spiega l’autore del libro, “avrebbe influito di molto sulla sua psiche, già instabile da diverso tempo”. Lo scoop di Guiles però cancellerebbe quello uscito nei primi anni novanta dove si parlava ancora di aborto per la bionda attrice ma avvenuto ai primi di giugno del ’62 in Messico. Guiles, infine, racconta come la Monroe vivesse in quel periodo uno stato di profonda depressione e che andava spesso dallo psichiatra. L’unico a difenderla dall’indifferenza e dall’omertà dei fratelli Kennedy, fu invece il primo marito di Marylin l’asso del baseball, Joe di Maggi che definì Bob e JFK “i killer”.