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Kim Jong Un morto, vivo o in stato vegetativo? Continua il mistero. Il suo treno avvistato a Wonsan. Analisti: “E’ una situazione insolita”

Si rincorrono le indiscrezioni sullo stato di salute del leader nord coreano, che per molti è deceduto mentre per altri è in stato vegetativo dopo un intervento chirurgico non riuscito. Altre ricostruzioni, invece, lo danno in isolamento per non rischiare di essere contagiato dal Covid-19

Vivo, morto, in stato vegetativo o isolato per sfuggire al Covid dopo un intervento chirurgico delicato. Continuano le voci su quanto sia accaduto al dittatore della Nord Corea Kim Jong Un, con l’incertezza alimentata non solo dalla cortina di ferro del regime nucleare sull’informazione, ma anche dalla completa assenza di notizie e di immagini da parte della propaganda ufficiale di Pyongyang. Un silenzio che alimenta indiscrezioni, retroscena e rivelazioni più o meno credibili, come quella del portale Hkstv con base a Hong Kong, che ha pubblicato una foto spacciandola per quella del cadavere del leader nordcoreano. In realtà, lo scatto dovrebbe ritrarre Kim Jong Il, il padre del ‘caro leader’, morto il 17 dicembre 2011. Nessun analista, del resto, ha confermato la veridicità dell’immagine. Certamente vera, invece, è la foto satellitare che ha immortalato il treno personale del dittatore nella stazione riservata alla famiglia Kim a Wonsan, località balneare a est del Paese, che ospita una delle residenze del dittatore. Il convoglio presidenziale, secondo quanto dichiarato dal sito web 38North in un rapporto, è stato fotografato il 21 e il 23 aprile. Il sito precisa che l’avvistamento “non prova dove si trovi il leader nordcoreano né indica nulla sulla sua salute”, “ma dà peso ai rapporti secondo cui Kim si troverebbe in un resort di lusso sulla costa orientale del Paese”.

Il parere degli analisti: “C’è sicuramente qualcosa di insolito” – Anche in questo caso, tuttavia, nessuna conferma. Nel frattempo, però, nella capitale del Regno Eremita nelle ultime ore si registrano acquisti forsennati, soprattutto di prodotti di importazione, dai detergenti, all’elettronica ai liquori e negli ultimi giorni anche di prodotti locali, dal pesce in scatola alle sigarette. Per Anna Fifield, giornalista del Washington Post esperta di Corea del Nord e autrice di una biografia di Kim, questa corsa agli acquisti sarebbe un segnale che le recenti voci sulla morte o una grave malattia di Kim Jong Un avrebbero un fondamento. Secondo le fonti raccolte dalla Fifield, in questi giorni numerosi elicotteri hanno sorvolato la capitale nordcoreana e sono stati registrati diversi stop ai collegamenti ferroviari interni e a quelli transfrontalieri con la Cina. Non sarebbe la prima volta che un dittatore nordcoreano viene dato per morto prima del tempo, ricorda la giornalista del Washington Post. La stessa morte prematura di Kim venne data per certa nel 2014, quando il leader sparì dalla scena pubblica per sei settimane, alimentando le speculazioni su un golpe militare o su un attacco di cuore. Tuttavia, scrive la Fifield, “le voci sembrano diverse”. Le indiscrezioni secondo le quali Kim sarebbe stato sottoposto ad un intervento chirurgico al cuore sono “persistenti” e alimentano i sospetti degli osservatori. “Potenzialmente ci troviamo di fronte ad una crisi seria”, dice Andrei Lankov, storico della Corea del Nord, sottolineando che a suo giudizio nell’attuale situazione c’è “sicuramente” qualcosa di insolito.

Dal regno eremita nessuna notizia e tante voci incontrollate – Di sicuro la mancanza di informazioni certe favorisce il diffondersi di notizie non verificate. Del resto le edizioni delle news della tv statale nordcoreana, la Kctv, non hanno dato neanche oggi informazioni su Kim, il che ha alimentato le voci di un suo possibile decesso o di uno “stato vegetativo” a seguito della procedura mal riuscita di inserimento di uno stent coronarico. Il quotidiano NK, un sito gestito principalmente da disertori della Corea del Nord, ha riferito nei giorni scorsi che Kim avrebbe subito un intervento cardiovascolare all’inizio di questo mese e che stava trascorrendo la convalescenza in una villa nella provincia del Nord Pyongan. Giovedì scorso, citando un funzionario governativo non identificato, l’emittente sudcoreana SBS ha riferito che Kim sembrava essere a Wonsan da almeno quattro giorni e sarebbe presto tornato a farsi vedere. A soli 36 anni, il leader soffrirebbe di patologie legate al fumo, al peso e all’affaticamento.

Tornando all’informazione di regime, il tg delle 17 e quello delle 20 (ore locali) non hanno riferito attività sul campo del leader, ad eccezione della lettera di ringraziamento inviata ai lavoratori impegnati nella costruzione della città di Samjiyon, riportata già dal Rodong Sinmun, la voce del Partito dei Lavoratori. Samjiyon, che è il luogo dove si ritiene sia nato il padre Kim Jong-il, è sistemata ai piedi del monte Paektu, caro alla famiglia Kim e sacro per l’intero Paese, ha visto i suoi lavori di costruzione finire lo scorso dicembre, rimarcati da una visita sul campo in grande stile dal giovane generale. Kim ha dato grande importanza al progetto di Samjiyon, visitata diverse volte nel corso dei lavori tenuti negli ultimi due anni, ma non recentemente. Anche questa assenza alimenta le congetture sulla salute di Kim. Il dittatore è stato visto l’ultima volta in pubblico dal 12 aprile, ma è stato assente alle celebrazioni del 15 aprile per il compleanno di suo nonno Kim Il Sung, il fondatore del regime, il giorno più importante del calendario politico nordcoreano.