Cronaca

Coronavirus, non sarà italiana Diasorin a fornire i primi 150mila test sierologici al governo

Il commissario Arcuri non ha fatto il nome della società vincitrice. Ha solo detto che i kit verranno forniti gratuitamente. I requisiti fanno pensare che ad aggiudicarsi la fornitura sarà la multinazionale americana Abbott e non la società al centro delle polemiche per la collaborazione con il San Matteo di Pavia e Regione Lombardia

Non ha vinto Diasorin. La società sembrava in pole position per vincere la gara del Commissario Straordinario sui 150mila test sierologici, dopo essere stata scelta di fatto dalla Regione Lombardia con un affidamento diretto in via di urgenza per centinaia di migliaia di test partiti il 23 aprile. Ma alla fine non sarà l’azienda di Saluggia a fornire il test nazionale del governo Conte.

Oggi il commissario Domenico Arcuri ha annunciato soltanto che “il vincitore della gara è quello che ha risposto con la migliore qualità ma ha deciso che questi 150mila test debbano essere offerti a titolo gratuito e per una volta la scelta della trasparenza ci ha premiato due volte, perché siamo riusciti ad avere la migliore offerta e a non gravare sulle casse dello Stato”. Il commissario per l’emergenza Coronavirus nel corso di un punto stampa non ha aggiunto il nome della società vincitrice e ‘generosa’. Forse perché la gara che si è aperta il 17 aprile dovrebbe chiudersi formalmente solo il 29.

I partecipanti sono 72, Diasorin non ha offerto gratuitamente. Immediatamente si è scatenata la caccia al nome. Al Fatto Quotidiano risulta che la società data come probabile vincitrice nell’ambiente potrebbe essere la multinazionale Abbott. Solo il 15 aprile scorso la multinazionale americana aveva lanciato il suo test sierologico per il coronavirus, ma non aveva fatto riferimento al mercato italiano bensì a quello degli Stati Uniti nel suo comunicato.

“Il test di Abbott – annunciava la società – aiuta a rilevare l’anticorpo IgG contro il SARS-CoV-2 (…) Rilevare questi anticorpi IgG aiuterà a determinare se una persona è stata precedentemente infettata dal virus che causa COVID-19”.

Il nuovo test Abbott, proseguiva il comunicato “deve essere utilizzato sugli strumenti da laboratorio ARCHITECT i1000SR e i2000SR di Abbott che possono eseguire fino a 100-200 test all’ora”. Proprio queste caratteristiche tecniche (il bando della gara chiedeva almeno 120 test/ora, una grande base di macchine già installate oltre a un’alta specificità e sensibilità del test) potrebbero avere convinto i componenti della commissione. Abbott, come Diasorin con la sua Liaison e poche altre società ha molte macchine in grado di eseguire test con tecnica CLIA, del tipo Architect appunto, già installate nei laboratori italiani e mondiali.

Come ha spiegato Domenico Arcuri, infatti, il prezzo gratuito offerto dalla società vincitrice sarebbe stato un elemento in più ma non determinante. La qualità superiore, secondo Arcuri, avrebbe convinto la commissione.

I tecnici non avrebbero invece ritenuto determinante la tecnica della ricerca degli anticorpi neutralizzanti, termine che pure era citato espressamente nel bando. La tecnica ideata dal team del Policlinico San Matteo e sviluppata con Diasorin invece è stata prescelta dalla Regione Lombardia per l’acquisto di centinaia di migliaia di test effettuata in urgenza con un contratto senza una gara. Mentre è ancora aperta la manifestazione di interesse della Aria, centrale acquisti della Regione Lombardia, per comprare altri 2 milioni di kit per 8 milioni di euro. La ‘gara’ è riservata a prodotti con marchio CE è il termine per offrire scadeva ieri alle 12.

Il test della Abbott a differenza del test Diasorin non ha ancora il marchio CE. Quindi teoricamente non è commerciabile sul mercato ma solo utilizzabile come test RUO (research use only), per la ricerca.

Nel comunicato del 15 aprile si leggeva “Abbott prevede inoltre di ottenere il marchio CE in Europa”, e ancora: “Stiamo aumentando significativamente la nostra produzione per i test sugli anticorpi e prevediamo di spedire quasi un milione di test ai clienti statunitensi questa settimana e 4 milioni di test sugli anticorpi durante il mese di aprile”.

Di V. Iurillo, M. Lillo e A. Massari