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Coronavirus, Mogol fa l’inno sulle notte de “Il mio canto libero”. E a cantare sono i medici

A cantare il brano sono un gruppo di medici da tutta Italia, della (Fism), che nonostante il momento difficile, fra un turno e l'altro, hanno voluto invitare in musica gli italiani a restare a casa e regalare anche solo un momento di speranza

In un mondo che… fa paura ormai, noi ti aiuteremo sai… Tutto passerà, e sorriderai, noi ce la faremo, sì, lo vedrai. Adesso resta a casa, esci solo per la spesa, domani è un nuovo giorno…“. È l’inno contro il coronavirus scritto da Mogol sulle note de Il mio canto libero di Lucio Battisti. “L’idea – riferisce una nota della Federazione italiana delle Società medico scientifiche (Fism) – è stata quella di interpretare la canzone, ovviamente a distanza, mettendo a valore le capacità musicali di tanti professionisti delle corsie di tutta Italia per sottolineare come il difficile lavoro negli ospedali debba essere sostenuto dall’impegno di tutti. Ne è nato un vero e proprio inno che, pur nella fatica, non abbandona la speranza”. A cantare il brano sono un gruppo di medici da tutta Italia, della (Fism), che nonostante il momento difficile, fra un turno e l’altro, hanno voluto invitare in musica gli italiani a restare a casa e regalare anche solo un momento di speranza.