Tecnologia

Folding@home, ecco come utilizzare il proprio PC per combattere il Coronavirus

Folding@home è un'applicazione di calcolo distribuito, che sfrutta cioè parte della potenza di calcolo dei computer su cui è installato il programma, per eseguire analisi, solitamente per il genoma umano. Gli sviluppatori hanno però ora deciso di impiegarlo per l'analisi del Coronavirus con lo scopo di aiutare i ricercatori a trovare una cura. Dare il proprio contributo è facile.

Nei giorni scorsi abbiamo visto come diversi ricercatori nel mondo si siano rivolti ai supercomputer nell’intento di velocizzare l’analisi del Coronavirus e dei suoi meccanismi, così da fornire in pochi giorni dati che avrebbero altrimenti richiesto mesi di calcoli e sui quali i ricercatori potranno provare a identificare una cura. Per quanto un singolo supercomputer possa essere potente però non potrà mai eguagliare la potenza di calcolo di una rete che riunisca molti dei computer presenti nel mondo. Per questo all’Università di Stanford, già da molti anni, hanno creato Folding@home, un progetto di calcolo distribuito che, tramite l’installazione di un semplice client, si avvantaggia della potenza di calcolo del computer per eseguire analisi complesse di sequenze proteiche. Solitamente, essi riguardano l’analisi del genoma umano, ma in queste ore l’Università ha ufficializzato la propria volontà di convertire il client all’analisi del Coronavirus.

Si tratta dunque di uno scopo assai importante in questo frangente, perché bisogna comprendere il funzionamento del virus e in special modo delle proteine che si estendono a partire dalla sua superficie, tramite le quali si lega alle cellule, infettandole. Se si riuscisse a contrastare questo meccanismo infatti si potrebbe mettere a punto una cura efficace che lo renda innocuo. Il tempo stringe però e c’è quindi bisogno di tutti noi.

Novel Coronavirus SARS-CoV-2
This scanning electron microscope image shows SARS-CoV-2 (yellow)—also known as 2019-nCoV, the virus that causes COVID-19—isolated from a patient in the U.S., emerging from the surface of cells (pink) cultured in the lab. Credit: NIAID-RML

Se dunque volete rendervi utili nel vostro piccolo e possedete un computer, desktop o portatile, che non sia eccessivamente datato, potete partecipare facilmente al progetto Folding@home, contribuendo così a salvare tante vite umane. Il funzionamento è piuttosto semplice e non richiede né conoscenze informatiche avanzate né tantomeno conoscenze in ambito medico-scientifico.

Tutto ciò che dovete fare è recarvi a questo link, scaricare il client di Folding@home, installarlo e avviarlo ogni qual volta il vostro PC sia acceso, avendo cura di selezionare la voce “Any desease” e il gioco è fatto. Il client infatti provvederà automaticamente a connettersi a un server da cui scaricherà le sequenze da analizzare e a cui poi invierà i risultati. A voi non sarà richiesto di fare altro. E se proprio volete contribuire al massimo delle vostre possibilità non vi resta che lasciare il computer acceso col client in esecuzione anche quando non lo state utilizzando, ad esempio di notte o durante i pasti.