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Nuoto, il Tas squalifica l’atleta cinese Sun Yang per otto anni: aveva fatto distruggere le provette di sangue in un controllo a sorpresa

I rivali lo avevano bollato come un imbroglione a causa del doping alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016, e due colleghi si erano rifiutati di stare con lui sul podio ai campionati del mondo del 2019. Nel 2014 Sun aveva già scontato uno stop di tre mesi imposto dalle autorità del suo Paese

Il 4 settembre 2018, durante un controllo a sorpresa a casa sua, aveva fatto distruggere le provette di sangue. Proprio per questo il nuotatore Sun Yang è stato squalificato per otto anni dal tribunale arbitrale dello sport (Tas). Di fronte alla corte di Losanna, l’atleta cinese si era dichiarato innocente, ma non è bastato per evitare la condanna.

Sun Yang salterà le Olimpiadi di Tokyo 2020 e non potrà difendere il suo titolo nei 200 metri stile libero. La Corte di arbitrato dello sport ha ritenuto il tre volte campione olimpico colpevole di essersi rifiutarsi di collaborare con gli addetti ai controlli durante la visita a casa sua del settembre 2018. In un’udienza a novembre, sono state presentate prove di come una guardia di sicurezza istruita dalla madre di Sun abbia usato un martello per frantumare l’involucro attorno a una fiala del suo sangue.

Il nuotatore aveva chiesto al Tas un processo pubblico. Un’audizione di 10 ore trasmessa sul sito web della corte di arbitrato ha mostrato che Sun è stato diverse volte evasivo nel corso dell’interrogatorio e che l’udienza è stata ostacolata da gravi problemi di traduzione tra cinese e inglese. Il verdetto del Tas è stato ritardato fino a quando tutte le parti hanno ottenuto una traduzione verificata.

Sun era stato il primo nuotatore cinese a vincere l’oro olimpico ed era così diventato un punto di riferimento del movimento. I rivali lo avevano bollato come un imbroglione a causa del doping alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016, e due atleti si erano rifiutati di stare con lui sul podio ai campionati del mondo 2019. Sun aveva già scontato uno stop di tre mesi nel 2014 imposto dalle autorità cinesi dopo essere risultato positivo ad uno stimolante all’epoca vietato.