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Festival di Sanremo 2020, le pagelle ai look della seconda serata: Levante bocciata, Paolo Jannacci con il lucidalabbra choc. Male anche Piero Pelù

Emma D’Aquino e Laura Chimenti: voto 10 e lode
Impeccabili. Non servirebbe aggiungere altro. Le due giornaliste volti simbolo del Tg1 delle 20, hanno portato una ventata di eleganza e raffinatezza all’Ariston. Laura Chimenti in Sylvio Gardina e Emma D’Aquino in Antonio Grimaldi (più gioielli Chopard) sono state semplicemente perfette in tutti e tre i loro cambi d’abito: prima in bianco e nero poi solo nero e infine rosa antico la Chimenti, argento, argento e ancora argento con un pizzico di rosa per la D’Aquino. Raso, seta e lustrini per entrambe ma senza eccessi, in un mood etereo e sofisticato amplificato dal loro portamento rotado. Unica pecca: il secondo abito sfoggiato da Emma D’Aquino. Bellisismo ma il taglio di sbieco sulla scollatura creava un brutto effetto di trasparenze e non valorizzava appieno le sue forme.

Sabrina Salerno: voto 3
Abito nero lungo con spalle a sbuffo tipo ali di pipistrello che mette in primissimo piano il suo décolleté evergreen valorizzato da una scollatura profonda (anche troppo), così come profondissimo è lo spacco che le gioca un brutto scherzo mentre scende la scalinata. Il tacco le si è infatti impigliato in un gradino lungo la scalinata, costringendo Amadeus a correre in suo aiuto. Non va meglio con il secondo look, un con completo pantalone bianco dall’immancabile scollatura vertiginosa: il pantalone a pinocchietto ammazza la figura, oltretutto il taglio s sigaretta unito al bianco optical non valorizza affatto le sue forme. A dare il colpo di grazia ci pensano la giacca (chiusa da un bottone che sembra in procinto di esplodere) e i sandali che le lasciano il piede nudo. Il disastro totale arriva con il terzo e ultimo look: stesso identico completo pantalone ma questa volta in rosso, con tanto di giacca in paillettes uscita direttamente dal guardaroba di Moira Orfei. Oltretutto faceva un tutt’uno con la scenografia. Male malissimo. Insomma, nelle intenzioni voleva essere la bomba sexy di un tempo ma il risultato è stato una via di mezzo tra Crudelia Demon e Moira Orfei appunto.

Elettra Lamborghini: voto 6
L’ereditiera de noaltri ha scelto un look d’impatto, perfetto per una serata anni ’70 con le cover degli Abba. Tuta fasciatissima (firmata Marinella Spose) glitter con pantaloni a balze, piume in spalla, che ricorda quella indossata da Maryl Streep nel film “Mamma mia mentre canta “Super Tropuer” o più semplicemente l’acconciatura di un cane barbone appena uscito dal toelettatore. Anche se non direbbe, c’è del genio nella scelta di questo look che se confrontato con quelli abituali dell’ereditiera risulta alquanto sobrio: puntando su una tutina con asimmetria sulle spalle e sbuffi sulle gambe infatti, Elettea è riuscita a “nascondere” le sue forme prorompenti, evitando così di risultare volgare in un contesto come quello dell’Ariston. Il voto quindi, è la media tra l’8 per la scelta tattica e il 4 per il mix di oro-piume-balze-glitter ecc….

Tosca: voto 1
Per il suo look vedere alla voce: ero dal parrucchiere a farmi fare l’acconciatura ma mi hanno chiamato all’improvviso e sono dovuta correre qui. Le forcine così in bella vista anche no! Oltretutto poi con i capelli così schiacciati e anche un po’ troppo ingellati. Chiaramente non le ha dimenticate il suo hairstylist, stanno lì tra i capelli volutamente, fatto sta che anche se fanno parte del look forse il Festival di Sanremo non è l’occasione più adatta per indossarle. Per non parlare poi dell’outfit, un banalissimo e asettico tailleur pantalone nero con sotto una camicia bianca. Perfetto per chi lavora in banca, completamente sbagliato per una prima serata a Sanremo.

Levante: voto 2
Un look da Barbie California risultato disastroso con la sua carnagione olivastra e i suoi capelli corvini. Uno spezzato rosa, composto da una parte alta che fa molto costume da bagno e sotto una longuette con doppio spacco centrale, davanti e dietro. A dare il colpo di grazia ci pensano le scarpe, delle zeppe tempestate di brillantini, con i tacchi larghi e il plateau che anziché slanciarla la involgariscono. Oltretutto Levante non era neanche a suo agio con questo look, perché la costringeva a tenersi continuamente il top con la mano per evitare che le scivolasse via. Insomma, un vero disastro.

Piero Pelù: voto 2
Praticamente il suo look è la versione al maschile di quello (toppatissimo) di Irene Grandi nella prima serata. Entrambi sembravano arrivati direttamente dal 2001, con mix di capi in pelle dal taglio ormai superato. Il cantante toscano ha dato sfoggio a tutto il suo animo rock, con camicia nera ma soprattutto gillet e pantaloni ( a zampa di elefante, aaargh!) in ecopelle lucidi. A parte il tentativo di restare fedele a se stesso non salviamo proprio nulla.

Paolo Jannacci: voto 9
Smoking ma blu notte molto chic, nulla da dire. Viso da eterno ragazzo e da secchione, forse anche per gli occhiali che indossa. Ma il vero protagonista è il suo burrocacao (o lucidalabbra, la questione è aperta) che gli rende le labbra super lucide, quasi abbaglianti, degne di Valeria Marini, tanto da diventare virali sui social.

Amadeus: voto 5
Punta su giacca e papillon di lurex prima color bronzo poi oro, con profili, e pantaloni neri e camicia bianca. Vedere la pagella della prima serata alla voce “animatore su una nave da crociera”.

Fiorello: voto 6
Aveva promesso che si sarebbe vestito da Maria De Filippi in caso di ottimi ascolti della prima puntata e paga pegno. A parte questo, non bene la giacca di velluto rosso-bordeaux, con uguale papillon e pochette nel taschino di pailettes nere, troppo il stile barista d’altri tempi (oltretutto una cosa simile era già stata sfoggiata da Claudio Baglioni), bocciato anche l’ultimo completo con giacca sbirluccicante. Evidentemente l’ottimo rapporto con Amadeus inizia ad avere influssi sul suo look.

Junior Cally: voto 6
Chi si aspettava la maschera antigas è rimasto deluso, ma meglio così. Il suo look grintoso ha spazzato via tutte le polemiche, lasciando spazio solo alla sua canzone. Buona la cura del dettaglio, azzeccata la scelta delle bretelle, ma nel complesso nulla di memorabile.