Cronaca

Venezia, tra acqua alta e allarmismo il turismo è in picchiata: disdette al 45%

Gli albergatori durante una conferenza stampa se la sono presa con i mezzi di comunicazione, a cominciare dalle immagini dei telegiornali

Natale con l’acqua alta a Venezia. E il turismo crolla. L’antivigilia di Natale ha segnalato ancora una marea eccezionale, con una punta di 143 centimetri sul medio mare raggiunta alle 9.30 di lunedì 23 dicembre nella centralina di segnalazione alla Punta della Salute, sul lato Canal Grande. Il che significa che buona parte della città è risultata allagata. Per mezz’ora l’acqua non è defluita. Solo alle 10.10 il livello ha cominciato a scendere (142 centimetri).

Da alcuni giorni la previsione era indicata a 135 centimetri, ma alle 6.40 l’onda di sessa non ha subito la usuale attenuazione e così l’allarme è stato subito portato a un metro e mezzo. E le previsioni non sono rosee. Alle 11 del 24 dicembre sono previsti 135 centimetri, al mattino del giorno di Natale una massima di 115 centimetri. Ma la situazione è in continua evoluzione a causa delle condizioni meteo generali e, soprattutto, del vento. Da novembre le alte maree si sono susseguite in maniera impressionante. Le autorità denunciano il fatto che in rete si susseguano le previsioni più apocalittiche, con un effetto deterrente sulle programmazioni dei turisti. Ma è pur vero che le immagini di novembre e la reiterazione delle acque alte sono di per sé uno spot negativo per il turismo. Ad esse si sono aggiunte le dichiarazioni del sindaco Luigi Brugnaro e del governatore del Veneto Luca Zaia che apertamente parlarono di danni per 1 miliardo di euro, rappresentando così una situazione a dir poco apocalittica.

Secondo il Centro Maree del Comune, che vive in uno stato di allerta ormai permanente, dal 12 novembre ad oggi l’acqua è salita oltre gli 80 centimetri per 43 volte, allagando piazza San Marco. Per 14 volte si sono verificate acque alte al di sopra dei 110 centimetri e in 8 occasioni oltre i 120. Di queste, tre hanno superato il metro e mezzo. La più drammatica è stata il 12 novembre con un livello di 187 centimetri.

Ed è da allora che gli alberghi di Venezia registrano un calo di prenotazioni definito da Vittorio Bonacini, presidente dell’Associazione Veneziana Albergatori, “senza precedenti, con una flessione che non si è avuta nemmeno in seguito all’attentato alle torri gemelle, e le cancellazioni si stanno rivelando inarrestabili anche per i primi mesi del 2020”. I numeri: “Il picco delle disdette ha raggiunto il 45 per cento, si continuano a cancellare eventi, convegni e altri importanti appuntamenti programmati in città fino alla prossima primavera. Un dato eclatante è quello di Capodanno: se l’anno scorso l’occupazione era al 100 per cento, quest’anno è sotto il 50 per cento”.

Gli albergatori durante una conferenza stampa se la sono presa con i mezzi di comunicazione, a cominciare dalle immagini dei tg: “L’evento straordinario del 12 novembre – ha detto Bonacini – è durato un’ora e mezza, la marea è scesa e nel giro di poche ore la situazione è tornata nella norma. I cittadini di Venezia, gli imprenditori e i loro collaboratori hanno fatto un lavoro incredibile e per chi visita la città non c’è alcun disagio né pericolo”.

Qualche fraintendimento, in realtà, per chi non vive a Venezia, può derivare dall’interpretazione dei dati. L’altezza della marea è calcolata sul “punto 0 mareografico” di Punta della Salute, mentre la pavimentazione della città è per il 97 per cento a circa un metro sopra il livello del medio mare. Gli albergatori hanno fatto un esempio. “Una marea eccezionale di 140 centimetri corrisponde a circa 60 cm di acqua nei punti più bassi della città, come piazza San Marco, e di conseguenza allaga circa il 54 per cento del centro storico”. Questo dato è riferito alle aree di viabilità pedonale pubblica. Nella fascia che va dai 141 ai 150 centimetri risultano allagate per il 62,99 per cento.