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Libia. Conte, Merkel e Macron a Erdogan: “Inaccettabili i memorandum con Tripoli”

I leader di Italia, Germania e Francia contro l'accordo tra la Turchia e Fayez al Sarraj. "Nessuno può agire da solo", ha detto la cancelliera. Sulla stessa linea il presidente francese, che ha sottolineato la "convinzione di raggiungere una soluzione politica" per garantire pace e stabilità durevoli nel Paese nord-africano, ricordando l’importanza della conferenza organizzata dall’Onu che si svolgerà a Berlino a gennaio

Prima una dichiarazione congiunta, poi le singole prese di posizione. “I capi di Stato e di governo di Francia, Germania e Italia si sono riuniti oggi a Bruxelles a margine del Consiglio europeo per una discussione sulla situazione in Libia“, si legge nella nota. Poi nella conferenza stampa al termine dell’Eurosummit Giuseppe Conte, Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno espresso una posizione comune sulla questione. Il destinatario del messaggio è per tutti lo stesso: Recep Tayyip Erdogan.

Sentirò Erdogan, che ho già incontrato al vertice Nato a Londra – ha detto il presidente del Consiglio – per noi i memoranda con Sarraj sono inaccettabili perché sembra abbiano una logica illusoria di ripartizione delle sfere di rispettiva competenza. Non ha nessuna efficacia concreta un accordo del genere ma rivela un approccio assolutamente sbagliato che bisogna contestare”, ha proseguito Conte riferendosi all’accordo stretto dal capo dello Stato turco con il presidente del governo di unità nazionale di Tripoli. “Confidiamo di avere presto anche il Regno Unito al nostro fianco – ha aggiunto – Vogliamo rilanciare la nostra diplomazia, la nostra tradizionale predisposizione per un dialogo e per soluzioni politiche”.

Roma, Parigi e Berlino, con il sostegno di Londra, “puntano a un rapido processo politico” in Libia, dove “nessuno può agire da solo“, ha detto la cancelliera. Sulla stessa linea Macron, che ha sottolineato la “convinzione di raggiungere una soluzione politica” per garantire pace e stabilità durevoli nel Paese nord-africano, ricordando l’importanza della conferenza organizzata dall’Onu che si svolgerà a Berlino a gennaio.

In una nota congiunta Conte, Merkel e Macron hanno esortato “tutte le parti libiche e internazionali ad astenersi dall’intraprendere azioni militari, ad impegnarsi genuinamente per una cessazione complessiva e duratura delle ostilità e a riprendere con impegno un credibile negoziato sotto l’egida delle Nazioni Unite”, si legge nella nota. Ancora una volta il riferimento è a Erdogan, che 10 dicembre si è detto pronto a inviare le truppe in Libia se Tripoli dovesse farne richiesta.

Di qui l’invito a “tutte le parti libiche e internazionali” a “riprendere con impegno un credibile negoziato sotto l’egida delle Nazioni Unite“. I leader hanno “ribadito il loro pieno sostegno all’Onu e all’azione del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, poiché pace e stabilità durevoli in Libia sono perseguibili solo attraverso una soluzione politica” e “hanno reiterato il loro fermo attaccamento all’unità, integrità territoriale, indipendenza, sovranità della Libia e all’obiettivo di una Libia stabile, sicura, democratica e prospera nell’interesse del popolo libico e dell’intera regione euro-mediterranea”.

Nella nota anche un messaggio alla Russia e a Khalifa Haftar, il capo dell’Esercito nazionale libico che ad aprile ha lanciato un’operazione di terra per prendere Tripoli: “I leader hanno riaffermato la loro determinazione a lavorare per il successo della Conferenza di Berlino, che si dovrà tenere senza ulteriore ritardo, ed hanno manifestato apprezzamento per gli sforzi dei rispettivi ministri degli Esteri a tal fine”. Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov aveva definito l’appuntamento di Berlino “un’occasione persa” perché aperto solo alle potenze regionali e non alle fazioni libiche. Il portavoce del capo militare della Cirenaica, da parte sua, aveva affermato che la conferenza “non fermerà l’offensiva su Tripoli”.