Mondo

Libia, Francia non fornirà i gommoni a Tripoli: “La situazione nel Paese non lo consente”

Il dono dei gommoni semirigidi di 12 metri Sillinger era stato annunciato dalla ministra della Difesa Florence Parly a febbraio, ma ora il ministero della Difesa è tornato sulla decisione dopo il ricorso di otto ong. "Cosa aspetta l’Italia a fare lo stesso?", ha commentato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu. Raid di Haftar sulla capitale, 5 civili uccisi

“La situazione nel Paese non lo permette”. Con questa motivazione la Francia fa dietrofront e rinuncia a consegnare sei imbarcazioni alla Libia, mezzi che sarebbero stati destinati a rafforzare il controllo delle coste. Il dono dei gommoni semirigidi di 12 metri Sillinger era stato annunciato dalla ministra della Difesa, Florence Parly, nel febbraio scorso. “Se il trasferimento è stato un momento considerato a favore della Libia, alla fine il ministro ha deciso di non consegnare le barche a questo Stato”, ha scritto il 26 novembre il ministero delle Forze armate in un documento inviato alla Corte amministrativa di appello Parigi, interpellata da otto organizzazioni non governative che hanno chiesto la cancellazione della consegna.

“La situazione in Libia non permette di concretizzare la donazione di barche”, ha confermato il ministero all’agenzia Afp. Il Paese è scosso da un conflitto armate tra le forze del maresciallo Khalifa Haftar e il governo d’unità nazionale (Gna) guidato da Fayez Al Sarraj patrocinato dalle Nazioni unite e dall’Italia. Uno dei motivi della contestazione delle ong è inoltre il trattamento dei migranti. “Accogliamo con favore l’abbandono di questa iniziativa che avrebbe reso la Francia complice ufficiale dei crimini commessi su migranti e rifugiati in Libia”, hanno commentato le otto ong, tra cui Medici senza frontiere. In una dichiarazione congiunta diramata lunedì chiedono a Parigi di porre “condizioni rigorose su qualsiasi cooperazione bilaterale ed europea con la Libia affinché i diritti e la sicurezza” dei migranti “siano garantiti e rispettati” .

“La Francia sta rinunciando a donare alla cosiddetta guardia costiera libica le navi che aveva promesso, per via del caos che regna nel Paese e per tutto ciò che è emerso in questi mesi, rispetto ai diritti dei migranti. Cosa aspetta l’Italia a fare lo stesso?”, ha commentato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu.

Il 2 novembre, giorno in cui scadeva il contestato Memorandum Italia-Libia firmato da Paolo Gentiloni il 2 febbraio 2017, l’Italia ha consegnato a Tripoli dieci nuove motovodette. La cerimonia di consegna si è tenuta nella base di Abu Sittah, nel porto della capitale, nel giorno in cui la Marina libica festeggiava il 57° anniversario della sua fondazione. In due anni la “guardia costiera libica” ha intercettato in mare e riportato indietro circa 40mila migranti partiti dalle sue coste.

Ieri il ministro degli Esteri libico Mohamed Taher Siala ha ricevuto l’ambasciatore italiano Giuseppe Buccino Grimaldi, latore della nota verbale con cui l’Italia ha chiesto l’insediamento del Comitato italo-libico presieduto dai ministri di Interno ed Esteri di entrambi i Paesi, e ha confermato che la Libia esaminera’ gli emendamenti proposti dall’Italia e “decidera’ se approvarli o meno in linea con gli interessi supremi del governo e del popolo libico”. Sulle modifiche al Memorandum il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese riferira’ alla Camera mercoledi pomeriggio.

Sul terreno, intanto, continua l’offensiva delle forze dell’Esercito nazionale libico che fa capo ad Haftar contro Tripoli. Almeno cinque civili sono stati uccisi e altri 10 feriti in raid aerei che nella notte hanno colpito la capitale. “Violenti raid aerei sulla zona residenziale di al-Swani“, ha descritto il ministero della Salute del governo di unità nazionale, aggiungendo che alcuni feriti sono in gravi condizioni. Nella zona, ha specificato un portavoce, non si trovano installazioni militari.