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Lazio, il governatore Zingaretti nomina un imputato per abuso d’ufficio direttore dell’Asl Roma 5. La replica: “Tutto in regola”

Giorgio Giulio Santonocito è stato rinviato a giudizio: per l'accusa quand'era al vertice dell'ospedale Garibaldi di Catania ha conferito un incarico a Valentina Scialfa, in quel momento assessore della giunta Bianco. "Sono sereno, quella nomina è legittima", dice. Il suo incarico all'Asl di TivolI? "Ho fatto un concorso ed è andata bene". L'assessore alla Sanità: "Il suo profilo è perfettamente in linea con i requisiti del bando"

Il nuovo direttore della Asl Roma 5 di Tivoli è imputato a Catania per abuso d’ufficio. Giorgio Giulio Santonocito, appena dimessosi da commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, è stato nominato il 22 ottobre dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e nella giornata del 7 novembre – a quanto conferma lo stesso manager a ilfattoquotidiano.it – ha firmato il contratto che rende la sua nomina operativa. Fra queste due date, il 1 novembre scorso, Santonocito è stato però rinviato a giudizio nel procedimento che lo vedeva indagato con l’accusa di aver conferito, in qualità di direttore generale dell’azienda ospedaliera “G. Garibaldi” di Catania, un incarico da 40mila euro come medico esterno a Valentina Scialfa. La nomina risale al 2015 e in quel momento Scialfa era assessore alla Scuola dall’allora sindaco del comune etneo, Enzo Bianco, del Pd. Il direttore generale ha optato per il giudizio abbreviato e sarà giudicato il primo aprile del 2020. Era stato il Codacons, che si è costituito parte civile, a denunciare nel 2016 la violazione delle norme per l’accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione attraverso un esposto alla procura di Catania, da cui è partito il processo, e all’Anac, l’Autorità anticorruzione.

Il bando e la nomina “ritardata” – Santonocito ha partecipato a un bando varato dalla giunta del Lazio il 28 dicembre 2018 e il suo nome è stato scelto formalmente da Zingaretti il 2 settembre scorso, in una rosa di 17 candidati. A quanto si è potuto apprendere, il decreto di nomina è slittato in maniera inusuale per oltre 6 settimane proprio per permettere all’avvocatura regionale di approfondire il profilo penale del dottor Santonocito. In questo lasso di tempo, spiegano dalla Regione Lazio, il dirigente sanitario ha ottenuto dalla Corte dei Conti l’assoluzione in un altro procedimento. Il decreto legislativo 502/92, che regola le nomine dei direttori generali, sembra salvare – almeno fin qui – la posizione del manager siciliano, escludendo dal lotto “coloro che hanno riportato condanna, anche non definitiva (…) a pena detentiva non inferiore a sei mesi per delitto non colposo commesso nella qualità di pubblico ufficiale o con abuso dei poteri” e “coloro che sono sottoposti a procedimento penale per delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza”. Se il secondo caso non riguarda il reato per il quale è accusato il manager, nel primo bisognerà ovviamente attendere l’aprile 2020 per conoscere l’esito del processo. “Ho scelto l’abbreviato proprio perché sono sereno e convinto che quella nomina fosse assolutamente legittima”, spiega Santonocito raggiunto da ilfattoquotidiano.it.

Il manager si difende: “La politica non c’entra” – Nel corso di questi anni, in Sicilia, Santonocito ha lavorato nelle amministrazioni guidate da esponenti di destra e di sinistra, fra cui quelle di Nello Musumeci e Rosario Crocetta. “La dottoressa Scialfa era uno degli ottocento medici del ‘Garibaldi’ – dice il manager – Non avevo alcun rapporto particolare con lei e neanche con Enzo Bianco, al contrario di quello che vorrebbe far credere qualcuno”. E secondo Santonocito la politica non avrebbe giocato alcun ruolo nemmeno nella sua nomina all’Asl Roma 5. “Ho fatto un concorso – racconta – ed è andata bene. Avevo provato le selezioni anche in altre regioni. La mia è una scelta personale, familiare e professionale. E lascio la Sicilia anche con un po’ di dispiacere, visto che lavoro nella pubblica amministrazione siciliana da circa 20 anni”. Con Zingaretti che ormai da mesi ha lasciato concretamente il timone della Regione Lazio al suo vicepresidente, Daniele Leodori, la nomina è stata di fatto voluta dall’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato: “Il profilo del dott. Santonocito è perfettamente in linea con i requisiti del bando”, spiega il suo ufficio stampa.

Nel Lazio, il terzo manager sanitario “forestiero” – Giorgio Giulio Santonocito è il terzo direttore di Asl nominato dalla Regione Lazio nel 2019 che arriva da altre regioni d’Italia. In estate c’erano stati gli incarichi consegnati a Massimo Annicchiarico, emiliano, direttore dell’ospedale San Giovanni, e Adriano Marcolongo, veneto, neo dg del Sant’Andrea. “Lo aspettiamo alla prova dei fatti, le questioni giudiziarie ci interessano poco”, dice il segretario romano della Cisl Fp, Roberto Chierchia.