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Cile, presidente Piñera cancella conferenza sul clima Cop25 e Forum cooperazione economica Asia-Pacifico a causa delle manifestazioni

L'evento delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici era stata organizzata nella capitale Santiago, oggi al centro delle manifestazioni, dal 2 al 13 dicembre. Ma la situazione interna al Paese lascia l'Onu, a un mese dall'evento, senza una location nel quale organizzarlo

Mentre in Cile continuano le proteste antigovernative e decine di migliaia di persone tornano a scendere in strada, il presidente Sebastian Piñera ha annunciato il Forum di Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) e la Conferenza mondiale sul clima Cop25 non si terranno più nel Paese latinoamericano. “È con profondo sentimento di dolore, perché è doloroso per il Cile, che il nostro governo ha deciso di non organizzare il summit Apec, né la Cop25″, ha dichiarato il capo del governo.

La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici era stata organizzata nella capitale Santiago, oggi al centro delle manifestazioni, dal 2 al 13 dicembre e doveva ospitare oltre 2.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Ma la situazione interna al Paese e l’ufficializzazione della decisione da parte della presidenza lascia l’Onu, a un mese dall’evento, senza una location nel quale organizzarlo.

Gravi problemi li ha causati anche la cancellazione dell’Apec, previsto per il 16 e 17 novembre sempre a Santiago, dove il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, avrebbero dovuto suggellare la chiusura della prima fase delle trattative sul mini-accordo commerciale Usa-Cina con la firma dell’intesa. La Casa Bianca, riportano i media americani, sta cercando di capire se ci siano eventuali altre località per il vertice.

Intanto, nella capitale continuano gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine: nella giornata di martedì i dimostranti si sono radunati in Piazza Italia e hanno tentato di marciare verso La Moneda, il palazzo presidenziale. Durante il corteo, hanno dato fuoco a cassonetti e alberi, provocando la risposta della polizia a colpi di gas lacrimogeni, nel tentativo di disperdere la folla.