Tecnologia

P&G: a Campus Party il racconto di come Big Data e Realtà Virtuale supportano l’innovazione dei prodotti per la cura della persona e della casa

Quest’estate a Campus Party Italia, evento dedicato all’innovazione ed alla creatività, era presente P&G, gruppo internazionale a cui fanno capo alcuni dei più conosciuti marchi nell’ambito dell’igiene personale e della casa (Gillette, Dash, Braun, Pampers ed Oral-B per citarne alcuni), sia nella veste di sponsor sia con propri dipendenti impegnate nei talk sui palchi. Per sapere cosa porta un colosso che (riassumendo) produce detersivi e saponi in mezzo a programmatori e creativi ad un evento che parla di big data, realtà virtuale e nuove tecnologie abbiamo parlato con Guy Peri che in Procter & Gamble ricopre il ruolo di Vice President, Chief Data & Analytics Officer, Information Technology.

P&G è un gruppo conosciuto per i suoi marchi di prodotti per l’igiene personale e della casa, cosa vi porta a partecipare a Campus Party?
P&G è innanzitutto un’azienda dedicata all’innovazione, e lo siamo fin dalla nascita, sviluppando prodotti a marchio fin dalla fine del 1800, senza dimenticare che abbiamo creato la soap opera come modo innovativo di creare contenuti ed al contempo vendere sapone. Innoviamo da 180 anni, in quest’era il digitale è presente in ogni aspetto del nostro business, quindi utilizziamo tecnologie moderne nella catena di distribuzione, nello sviluppo di nuovi prodotti e nella commercializzazione dei nostri prodotti. Quindi siamo molto interessati sia in nuove tecnologie che nei talenti che serviranno nel futuro, questo ci porta a Campus Party.

Quant’è grande il vostro reparto IT?
Abbiamo 2700 professionisti dell’IT in P&G, oltre a vari partner con cui collaboriamo, persone che hanno la giusta esperienza per unire tecnologia e business. Io stesso sono un programmatore, lavoro con la programmazione ad oggetti, ma ne capisco anche di business, e sfruttando entrambi creo qualcosa di valore per l’azienda.

Quali tecnologie usate?
Utilizziamo tutte le più recenti piattaforme di sviluppo, abbiamo abbracciato l’open-source, utilizzandolo ma anche contribuendo. Siamo grandi utilizzatori dell’ecosistema Hadoop, di Spark, di librerie di Machine Learning e lavoriamo molto con Python ed R per quanto riguarda l’analisi dei dati. Abbiamo un set molto avanzato di tool di sviluppo ed operativi, tutti strumenti all’avanguardia. Come Responsabile dell’IT, il mio compito è osservare il settore e trovare gli strumenti più utili per P&G, non tutti lo sono.

Nel tuo intervento sul palco hai parlato di VR, che aiuto danno tecnologie come la realtà virtuale ai brand del gruppo P&G?
La realtà virtuale è utilizzata in tre settore del nostro business, a partire dallo sviluppo di nuovi prodotti dove viene usata per simulare e modellare il loro aspetto ( o quello dei loro contenitori) senza la necessità di crearli nella realtà, riducendo notevolmente sia i tempi richiesti dalla fase di design che il costo.

Usiamo la VR anche per simulare lo scaffale del negozio, per P&G e per il nostro business model è molto importante che abbia un buon aspetto, dunque lo modelliamo e poi lo sottoponiamo a dei potenziali clienti per ottenere le loro impressioni.
In ultimo, usiamo la realtà virtuale per simulare la catena di distribuzione, ad esempio prima di investire nella produzione di milioni di pannolini dobbiamo avere un modello che simuli il processo.

Quanto sono importanti per la vostra azienda i Big Data e la loro analisi?
E’ molto importante per l’azienda, tre anni fa avevamo tre data-scientist, oggi ne abbiamo alcune dozzine. Siamo molto concentrati nella risoluzione di problemi di business tramite i Big Data, sono uno strumento molto potente se usati nel giusto contesto. Cerchiamo di evitare la tentazione di utilizzarli insieme all’intelligenza artificiale ovunque, ma abbiamo dozzine di esempi dove stanno influenzando il nostro modo di fare marketing, vendite e gestire la catena di distribuzione

Spostandoci su un versante più dedicato al rispetto dell’ambiente, quali iniziative state intraprendendo in P&G e cosa puoi dirci del nuovo progetto di FATERSmart, all’interno di FATER spa, vostra joint-venture con il gruppo Angelini, che permetterebbe il riciclo di assorbenti, pannolini ed altri prodotti simili?
GP: Dal punto di vista della sostenibilità, il nostro obiettivo è diminuire il consumo di materiali grezzi nel nostro ecosistema, abbiamo un piano chiamato “Ambition 2030” con le linee guida per farlo.

Parlando del progetto di FATERSmart, si prevede l’utilizzo di una tecnologia brevettata che permette di trasformare pannolini usati nei materiali grezzi per le produzioni future, diminuendo dunque l’utilizzo di materiali nuovi sia nella produzione dei prodotti che degli imballaggi. Tra le altre iniziative di P&G nel campo della sostenibilità legate agli impianti di produzione, c’è la diminuizione dell’acqua utilizzata nei prodotti e nell’intera catena di produzione.