Cronaca

Catanzaro, gip rigetta richiesta di sospensione per comandante della municipale: accusato di aver coperto una violenza sessuale

La procura aveva chiesto l'interdizione dai pubblici uffici per 18 mesi per Giuseppe Antonio Salerno e Salvatore Tarantino, il comandante e un ufficiale del corpo. A quest'ultimo viene contestato di aver baciato una vigilessa contro la sua volontà ed è accusato di violenza sessuale. Per Salerno le accuse sono di concussione, falsità ideologica, omessa denuncia e favoreggiamento

Sono accusati di violenza sessuale ai danni di una vigilessa, ma il gip di Catanzaro ha rigettato la richiesta di interdizione dai pubblici uffici per 18 mesi avanzata dalla procura nei loro confronti. Si tratta di Giuseppe Antonio Salerno e Salvatore Tarantino, rispettivamente comandante della polizia municipale del capoluogo calabrese e ufficiale dello stesso corpo. Tarantino, presunto responsabile dell’episodio, è accusato di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità, mentre a Salerno vengono contestati i reati di concussione, falsità ideologica, omessa denuncia e favoreggiamento, dato che avrebbe agito tentando di coprire le presunte responsabilità dell’ufficiale.

Il fatto risale al settembre 2018. In quell’occasione, secondo l’accusa, Tarantino aveva afferrato il viso della collega e l’aveva baciata contro la sua volontà. Lei aveva redatto una relazione di servizio, nella quale denunciava quanto accaduto. Secondo il pm, Salerno aveva a quel punto minacciato la sua sottoposta di non promuoverla a causa delle sue dichiarazioni, facendosi promettere dalla vigilessa di riscrivere il testo della relazione di servizio, senza menzionare l’episodio del bacio. I due uomini, assistiti dagli avvocati Carlo Petitto e Antonio Lomonaco, erano comparsi davanti al gip Francesca Pizii lo scorso luglio per essere interrogati, ma secondo la stampa locale Tarantino ha negato tutto e Salerno si sarebbe presentato con una documentazione che smentisce le dichiarazioni dell’accusa. Per i due è quindi stata rigettata la richiesta di interdizione per un anno e 6 mesi che la procura aveva avanzato, ma l’inchiesta va comunque avanti.