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Playoff basket, Venezia vince in Sardegna: altro che difesa, la vera chiave è Daye

I veneti si portano in vantaggio per 2 a 1 nella serie scudetto e si riprendono il fattore campo. Lasciato il Taliercio, al PalaSerradimigni non c'è più il caldo ma la pallacanestro non migliora un granché. Finisce 76 a 73 dopo 3 quarti dominati dalla Reyer e gli ultimi 10 minuti in cui senza i punti del suo numero 9 avrebbe buttato tutto all'aria

Venezia vince gara-3 in Sardegna e riporta a suo favore il fattore campo nella finale scudetto dei playoff di basket che ora dice 2 a 1 per i veneti. Lasciato il caldo del Taliercio, contestato sia da Pozzecco che da Tonut, la pallacanestro offerta dalla serie non migliora un granché anche al PalaSerradimigni, riempito fino a scoppiare dai tifosi di Sassari. La Reyer domina la partita per i primi tre quarti grazie alla difesa, ma la vince solo per merito della mano caldissima di Austin Daye: il numero 9 chiude con 22 punti ma soprattutto è determinante nell’ultimo quarto, quando Sassari torna a fare Sassari e trascinata dal suo pubblico piazza un parziale di 14-0 che sembrava aver ribaltato l’inerzia della gara. Invece Daye segna gli ultimi 8 punti di Venezia e fissa il punteggio finale sul 76 a 73 per la Reyer.

Ora Pozzecco è chiamato a una nuova impresa: dopo aver interrotto la striscia di vittorie consecutive con la sconfitta in gara-1, Sassari sembrava aver ritrovato freschezza, ritmo ed entusiasmo nella seconda al Taliercio e rientrata sull’isola partiva come favorita. Le certezze sono crollate di fronte a un terrificante 14 su 39 da due, unito a una percentuale dell’arco inferiore al 30 per cento. Per una squadra che aveva fatto del feeling con la retina la sua fortuna, c’è da trovare presto nuove soluzioni. Intanto però Pozzecco può ripartire da un ultimo quarto da 27 punti, dove Sassari a ritrovato l’intensità del trio Spissu-Gentile-Polonara e i punti di Pierre. Si deve risvegliare Smith, perché McGee è intermittente e il solo Thomas (17 punti) non può trascinare l’attacco.

Venezia invece ha fatto subito capire che chi si aspettava una squadra demoralizzata dopo aver perso il fattore campo che la finale è ancora tutta da scrivere. La difesa asfissiante orchestrata da coach De Raffaele che manda i padroni di casa al riposo lungo con appena 10 canestri realizzati dal campo e soprattutto un inquietante 7 su 20 da due. La chiave nel 39 a 32 per Venezia di fine primo tempo sono però i 20 punti dalla panchina, merito soprattutto di un Daye ritrovato in fase offensiva e unico giocatore a finire già il secondo quarto in doppia cifra (10 punti).

Venezia dà l’idea di dominare ma non allunga mai veramente. Quando Pozzecco fatica, si affida al solito Thomas che infatti è il primo ad andare a segno anche in apertura di terzo quarto. I sardi si riavvicinano molto, ma l’inerzia resta in mano alla Reyer che in questa fase trova tanti giocatori con punti nelle mani: Tonut, Bramos e Stone, oltre al solito Daye. È l’altro aspetto fondamentale nel successo dei veneti e li porta a chiudere il terzo periodo sul massimo vantaggio: +13.

La sola difesa però non basta: dopo la tripla di De Nicolao (+14), Sassari ritrova la carica in un canestro con fallo subito da Spissu. Appena i sardi ricominciano a trovare il canestro, la Reyer perde ogni riferimento e non riesce più a colpire in attacco. Una partita chiusa si riapre nel giro di cinque minuti con un parziale che riporta i padroni di casa in parità. La fotografia è la leggerezza del tiro in arretramento di Daye che rompe il digiuno di Venezia. Dopo quel canestro, altre due triple e il 2/2 dalla lunetta che spegne anche le ultime velleità di Sassari. La Reyer ha costruito il suo successo ancora una volta sulla difesa, ma senza il suo numero 9 avrebbe buttato tutto all’aria.