Cronaca

Casal Bruciato, procura di Roma indaga: “Istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale”

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sui fatti avvenuti nei giorni scorsi a Casal Bruciato, zona est della Capitale. Il reato per cui si procede è propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, così come sancito dall’ articolo 604 bis del codice penale. A piazzale Clodio è stata depositata una prima informativa della Digos. Al momento il fascicolo è contro ignoti, ma gli inquirenti proseguiranno nell’ analisi dei video per identificare gli autori dei disordini.

L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, già titolare del fascicolo sui disordini avvenuti a Torre Maura, un mese fa. Al centro di entrambe le vicende alcuni noti militanti di Casapound.

Il 6 maggio esponenti dell’estrema destra e residenti di via Satta avevano dato il via a una protesta in strada contro l’assegnazione di un’abitazione a una famiglia rom originaria della Bosnia. Tra i manifestanti molti esponenti di Casapound e Fratelli d’Italia. Monenti di fortissima tensione si erano verificati all’arrivo del nucleo familiare: ““Li vogliamo vedere tutti impiccati, bruciati”, avevano gridato alcuni. “Zoccola, ti stupro”, aveva gridato un uomo che indossava un giubbotto con il simbolo di Casapound all’indirizzo di una madre che portava in braccio la sua bambina.

Giovedì erano arrivate le prime denunce e in procura è arrivata un’informativa della Digos sui disordini di martedì e mercoledì, risultato della visione delle tante ore di video in cui sono stati immortalati sit in e proteste. Tra i denunciati anche Daniele Ciano, il ragazzo che aveva gridato “Ti stupro”. “Quello che è successo, di aver detto a quella signora rom, quello che tutti i giornali scrivono, ovvero che le avrei detto ‘ti stupro’, io non lo ho mai detto – si è difeso lui- Gli ho detto tante altre brutte parole e mi scuso con lei per averle dette, il momento era quello che era, non si ragionava tanto bene”. “Io non appartengo a CasaPound – ha proseguito – a nessun loro movimento, non sono iscritto, stavo lì da semplice cittadino. Non sono un militante di CasaPound, ma ho partecipato ad alcune loro iniziative”. In diverse fotografie presenti su internet Ciano è ritratto mentre indossa il giubbotto con i loghi di CasaPound in compagnia di membri del movimento.