Società

‘Vaccini, un italiano su due ne ha paura’. Ma i sondaggi sono ambigui (e dimenticano qualcosa)

Periodicamente le agenzie europee lanciano dei sondaggi per capire cosa pensi l’opinione pubblica di un certo argomento. Nelle scorse settimane ha fatto notizia un sondaggio che ha analizzato la posizione degli abitanti europei a proposito di vaccini e la loro percezione dei rischi e la sicurezza di questi farmaci: i risultati sono interessanti. I mezzi di informazione hanno rilanciato la notizia in maniera un po’ (secondo me) ambigua: titoli come “Vaccini, il 46% degli italiani teme effetti collaterali gravi” o “Vaccini, quasi un italiano su due teme effetti collaterali gravi”. Allarmati i commenti: “dati drammatici! Colpa degli antivax! Dobbiamo fare qualcosa!!”.

Il sondaggio (Eurobarometro), commissionato dalla Direzione salute della Commissione europea e pubblicato pochi giorni fa (sono domande a cittadini delle varie nazioni europee appartenenti a diverse fasce d’età) è molto interessante e visto l’argomento che ormai fa politica (soprattutto in Italia, per strani meccanismi) merita qualche riflessione. Ovviamente il documento è molto lungo e complesso ed è meglio soffermarsi su alcuni dati, soprattutto su quelli che riguardano il nostro Paese. La lettura di tutto il documento è comunque molto interessante.

L’85% degli italiani considera i vaccini efficaci, solo il 9% li considera inefficaci e la maggioranza delle persone (il 61%) si è vaccinata su consiglio del medico (quindi anche qui uno specchio della fiducia che gli italiani hanno nei confronti del proprio medico, messa in dubbio da qualcuno): incoraggiante. E chi non si è vaccinato? Gli italiani che non hanno fatto il vaccino hanno detto di non averne sentito il bisogno o perché nessuno glielo ha proposto. Nessun rifiuto a priori o ideologico quindi, semplicemente nessuna offerta e, forse non a caso, la percezione della mancanza di bisogno nel farlo. Interessante, vero?

E sulla sicurezza dei vaccini? Anche qui nessun dramma, anzi. Il 71% degli italiani pensa che siano sufficientemente testati (solo il 18% pensa che siano testati poco). Il 34% degli italiani interpellati crede che i vaccini possano causare la malattia che dovrebbero prevenire (non è così) mentre il 32% pensa che indeboliscano il sistema immunitario (non è così, lo rinforzano). C’è chi in Europa sta peggio di noi (Francia, Grecia, Bulgaria e altre hanno percentuali più alte di “errori”).

Infine la risposta che più ha causato allarmi e reazioni. Alla domanda “Pensi sia vero che i vaccini causino spesso effetti collaterali gravi?” il 46% degli italiani ha risposto “è vero”, il 42% “è falso”. Ovviamente non è per niente vero che i vaccini causino spesso effetti collaterali gravi (ne causano, raramente, di banali e passeggeri, molto raramente di gravi), ma il dato che per molti sia allarmante per me è assolutamente ovvio. Cosa dovrebbe pensare un genitore che si informa sulle vaccinazioni e magari cerca su Internet? Trova di tutto: siti spazzatura, pagine allarmanti, paurose, nelle quali sono elencati effetti collaterali incredibili, che terrorizzerebbero chiunque. Ci sono persino medici, evidentemente incompetenti, che diffondono informazioni prive di base scientifica e false.

Dall’altra parte cosa abbiamo? Chi informa, oltre ai medici di famiglia, i pediatri, pochi volontari che lo fanno sul web, i cittadini? Quante campagne di informazione avete visto? Quante iniziative? Ecco. Questo sondaggio che per molti è specchio di una società piena di antivaccinisti, sfiducia nella medicina e cittadini ignoranti per me è invece lo specchio di una società in cerca di informazioni, istituzioni che di informazioni non ne danno ma che, nonostante questo e nonostante tutto, si fidano dei medici e si vaccinano. Il risultato del sondaggio non è allarmante, è lo specchio della situazione attuale: i cittadini si affidano ai vaccini ma non conoscono l’argomento, non avendo molti punti di riferimento.

Come precedenti analisi, infatti, anche in questo sondaggio (per quanto superficiale) emerge come i cittadini italiani (ed europei) si fidino dei propri medici e seguano i loro consigli, si vaccinino sapendo che i vaccini funzionano e sono efficaci e testati. La maggioranza delle opinioni “sbagliate” sono figlie della cattiva informazione e, c’è poco da fare, l’informazione sulla sanità pubblica non devono farla solo i medici o i giornali, ma soprattutto le istituzioni (che esistono proprio per questo). Come? Con campagne adeguate, rinforzando la presenza sul territorio, organizzando, finanziando, incoraggiando i centri vaccinali, seguendo la popolazione, isolando i ciarlatani, prendendo posizione, informando sugli argomenti più cruciali, formando gli operatori sanitari, studiando l’argomento, informando i giovani, assistendo i nuovi genitori.

Capisco che tutto questo sia costoso e impegnativo, quasi un’utopia per una politica che cerca colpevoli e non costruisce nulla. Ed è pure molto più comodo dare tutta la responsabilità a presunti cittadini stupidi presi in giro da qualche invasato e imbroglione. Ma la realtà è ben diversa. Gli antivaccinisti di professione (quelli che vivono di queste ideologie, i componenti delle sette antivax) sono pochi, pericolosi, ma si contano sulla punta delle dita: conoscerli è utile ma non risolve il problema. Il vero pericolo è il cittadino abbandonato, evitato, al quale non arrivano le informazioni corrette e che quindi le cerca da solo: ovviamente il rischio di ricevere informazioni false aumenta. Serve tanto per capirlo? Si urla contro la “disinformazione” perdendo di vista la cosa più banale e normale da fare: l’informazione.